Nasce uno spazio dedicato alla - POESIA -
31 Ago 2008 | Postato da Alessandro Vettori | nella categoria: In evidenza: NewsRonciglione News Presenta un uovo spazio grazie alla gentile concessione della redazione, posterò una volta a settimana una poesia…
nei commenti potrete parlare di questa o mettere le vostre poesie…
un modo come un’altro per comunicare e sentirsi vivi…
solo una cortesia utilizziamo questo spazio categoria per l’uso a cui è destinato il sito è ben realizzato per poter parlare dei vari argomenti sotto gli appositi spazi…
Speriamo con questo di far tirar fuori i fogli dal cassetto ai nostri concitadini spesso pieni di emozioni o disagi. Nella mia convinzione personale che la poesia si una “canzone senza musica” o meglio dove la musica la devi forse immaginare, dove comunque ci si può riconoscere o non riconoscere ogni lettore.
Comunque un modo come un altro per far vedere che in questo paese il desiderio di comunicare e di esprimersi non manca di certo..
Nessuno sta qui a giudicare le poesie degli altri, ma anche per chi scrive è bello ricevere un parere che vada oltre al bello o brutto, certo è che se decidiamo di pubblicare qualcosa bisogna accettare il fatto che questo possa non piacere.
troverete le opere poetica sotto la voce ” dai Lettori”!
pero questo spazio possa stimolare tutta la creatività e la voglia di critica che mi aspetto!cosa ne pensate?

SARO’ SPIETATOOOO.
Scherzo sà, è una figata.
Speriamo che la collaborazione tra la redazione e gli utenti possa portare dei benefici sia al nostro paese che a questo spazio.
Per pubblicare le vostre poesie potete lasciarle sotto forma di commento negli articoli di questa sezione
grazie appena me la sentirò non mancherò di farlo.
chiedo scusa anticipatamente a tutti gli appassionati di poesia per quello che stanno per leggere….
in queste righe non c’è da ricercare ne stile ne poesia al limite sò bone pe fasse quattro risate….
UN TETTO DI GNOCCHI.
Sopra un tetto de ferragosto un muratore lento e stracco mpasta n’callarello de carce
co l’occhi fissi dentro al secchio guarda la cucchiara che gira e rivorta e gira e rivorta come si quasi fosse n’artro a giralla.
je viene in mente pora nonna che quanno era ragazzino proprio de sabato
e proprio de ferragosto e come si nun bastasse proprio prima de pranzo
je ntrideva quarche ovo cò quarche patata dell’orto
perso nè sta malinconia mentre mezzogiorno scalla i tavello’ ripensa a tutta la sua vita
che fino a mò sempre uguale je sembrava
tra se e se comincia a pensà alle due creature che ha messo ar monno
ar mutuo la machina e tutto il resto
ma nun fà manco in tempo a inizià a compatisse che s’accorge che quello che lui c’ha avuto
le creature sue mai avranno.
nun se potranno mai ricordà delle patate dell’orto perche l’orto nun c’è più
del gallinaro sotto all’irce, nun c’è più manco quello, nun c’è piu manco l’irce..
Ma comunque nnamo avanti pensa..nnamo avanti per bene de tutti,
quanno da lontano se sente chiamà… a gì che fai oggi nun stacchi? viètte a magnà
nà pagnottella…
nun te preoccupà risponne lui, cò l’occhi lucidi e la majetta zuppa de sudore
tiro a finì che stasera mi moje nun c’è me tocca passà in pizzeria
prima che chiude.
sei un grande guarda il piacere che nel veder eche la prima poesia postata è proprio la tua, ma poesia o nun poesia ma che ce frega, il bello é tirar fuori, gran bello specchio di vita quotidiana e grazie perchè io du risate me lo so proprio fatte, e grasse come si suol dire, divertente e allo stesso tempo piena di sensibilità, l’immagine del callarello che nella calce che gira trasmette un flashback, se l’avesse letta un de sica ai tempi d’oggi te l’avrebbe subito rubata!
un abbraccio!
ma poi marcolì machi lo dice che cos’è la poesia?
una volta forse c’era un meccanismo costruttivo che distingueva il pensiero su carta dalla poesia ma oggi che gli schemi si sono rotti ogniuno comunica come meglio sa fare le proprie emozioni…
po iva a guardare gli stili io invidio chi sa scrivere in modo così reale, perchè sono malato di metafore surreali, e siccome l’erba del vicino è sempre più bella come invidio le semplici metafore della vita!
ma che sei matto ad invidiarmi????il ferragosto che ho raccontato è il mio ferragosto di quest’anno.
beh allora mi offendi perchè pensavi che no nlo avevo capito!
guarda che chi ti legge mica l’ha passato molto meglio del tuo!
e per quello che mi è piaciuto perchè ti ho sentito ed ho letto come se
ner tetto accanto ce stava un artro muratore
che soto ar sole scoppiava ma mica perchè faticava
perchè sto scemo nun c’aveva li capelli a protezione e tutto quer sole
iè fece pià un’insolazione…
e stava là tutto assolato a guardà l’amico sconsolato
ie se strigneva er core
ma nun ce vaj in ferie
- e perchè tu ce si nnato?
- no va beh pe modo de dì
- o sai che famo neun ce pensamo ed è mejo che magnamo
- c’hai raggiò tocca rimanè a Ronciò!
va beh dai ci siamo detti due cavolate…
si torna al works… faticosissimo il ritorno dalle ferie
bravo giorgio questo era proprio quello che intendevo ma non sapevo si potesse fare, ogni poesia diventa articolo giusto…
sa il pedro quanto sarà contento, almeno quando una posta una poesia ha un suo spazio commenti e la poesia o che dir si voglia prende più importanza… non si sperde tra i commenti.
va beh adesso è veramente tardi
mica va bene così…senti questa:
Quanno scenno le scale
e me ritrovo drento a vorgo antico
me pare ancora de sent’ mi nonno
che mb’ ottiava n’ antro fiasch’ e vino
Le case vecchie che ancora sò abbitate
sò piene de ricordi ormai smarriti
de sora Ciencia che faceva er pane
e de sor Checca l’ì a stirà i vestiti
Oggi però c’è la desolazzione,
ce sò tre strisce bbuttate lì ppè terra
che tte levono voja de fa colazzione
e te leveno ppure r’ sonn’ quanno che edè sera
L’ uniche cose vecchie pe davero
sò le vecchiette a strscicò li a piazzitella
simbolo d’ un tempo ormai andato
che rompono …le pietre per tutto er giorno sacro
Parlono ppure dei bbei tempi andati
quanno che r’ finocchiello stava a siugà lì ar sole
mentre le urla dell’ innamorati
scoppia cor calore delle due
Parlono ppure de quanno o motore a scoppio
edera na magnifica n’venzione …
e della venerabbile
vicino alla Madonna l’ allì artare maggiore
Nun se respira più quer profumo antico,
E io desolato me le guardo e dico
che fine brutta c’ hai fatto
povoro vorgo antico
e bravo phaud….si voi fà a gara nun c’è probblema….mò ne scrivo una che te sderena!!!
bella prova a dopo Marco.
(A mio fratello)
IL VUOTO CHE RESTA
Il vuoto che resta
si aggira per la tua casa.
Lo spazio gelido
che ha preso il tuo posto
si muove nelle stanze,
gli stessi percorsi
che più usavi
che più amavi
ancora pregni del tuo respiro.
Il vuoto che resta
nella casa paterna,
dove non tornerai
nei giorni di festa,
con l’auto impeccabile
passione di sempre,
l’ansia di rivederti,
la stessa di sempre
di quand’ero bambino.
Questa estate rovente
trascorsa in casa
non riscalda il cuore.
Giorni senza fine
per pensare, per sentire
tutto il vuoto del mondo,
che sovrasta i tg
dell’esodo estivo
e del “tutto esaurito”.
Il vuoto che resta
è una lama tagliente
che tormenta la vita.
Dolore rosso vivo
sotto la cenere del tempo
che nei giorni senza fine
di un’estate rovente
manda le sue fitte
per non dimenticare…
… il vuoto che resta.
Lanfranco
devo dire che questo spazio va alla grande, pubblico subito entrambe le poesie.
Che ne dite se creo due categorie distinte per dialettale ed italiano?
Cosa ne pensate?
Sotto Sotto.. (dedicatoa al mio compagno di funghi Sandro)
sott’e foje sù o monte ce trovi i gallozzi
belli…degni…gialli e rossi
sò difficili da veda ma quanno n’hai visto uno l’hai visti tutti
sò schietti a crudo e ghiotti quanno che sò cotti.
certe vorte quanno che vò a funghi me pare de stà li’mpiazza
ogni tanto me scappa fori quarche fungo novo…
ar punto che spesso me chiedo….
ma sarà bono oppure sarà velenoso
certo è facile cede alla tentazione
capirai co tutti l’i colori te se n’ frascono l’umori
li trovi de tutti i modi verdi, bianchi, neri, rossi a strisce e a palline
e pensi mò te pare che in mmezzo a tutto sto ben de Dio
nun ce n’è uno bono pe o stomico mio?
è proprio li che te sei fregato, quanno pe assaggià l’infame
lo schietto hai abbandonato!
io resto della mia opinione, mejo magnà de meno
che morì da cojone.
grande scusa ma veramente ho scoperto u npoeta di metafore quotidiano un trilussa de ronciò, e anche se ti dicono che qualche parolina nun è prorpio dialettale ma la metafore semplice e sottesa almeno a me fa ridere era tanto che non mi facevo due risate davanti ad un pc…
vista la netta differenza di contenuti e di emozioni io credo che sia doveroso farlo…
grazie Lanfranco per aver postato questa stupenda poesia.
nella notte
succede fin troppo nella calma notte,
pensieri si aggrovigliano lenti ai miei sogni
tolgono respiro, muovono scintille di paura
oltraggiosi, irriverenti, quieti e ruffiani posano gli occhi sul mio scudo esausto
fino a farlo scivolare, scendere dal letto, silenzioso cadere di una resa.
Accompagno i pochi resti in salvo nel mondo che nessuno sà,
dove riposare è lecito nel tuo metro quadro sempre più pieno di cianfrusaglie
cassetti di memorie colmi d’amore perduto ma comunque vissuto
mentre lentamente mi addormento annusando il passato e illudendomi sul
futuro.
tacito, incosciente, desideroso di Amare.
Grazie Marco. Non nego di avere molto esitato prima di postare questo mio pensiero. E’ una cosa che ho scritto poco tempo dopo la scomparsa di mio fratello, evento che ha lasciato un segno profondo nella mia esistenza. Ho esitato perchè ritenevo che quelle parole non dovessero uscire per nessuna ragione dalla sfera intima e personale cui le avevo relegate, salvate in una cartella nascosta del mio pc. Ma poi, anche in virtù delle mie osservazioni sulla bontà dell’idea di aprire questo spazio “sull’infinito” dell’animo umano, da me espresse proprio in questo sito, ho deciso di condividere anche un momento di dolore nel quale, certamente, molti si riconosceranno per averlo purtroppo provato. La condivisione del dolore spesso ha la capacità di attenuarlo e l’aver pubblicato questo scritto, esternandolo per la prima volta, mi dà sollievo e forse dà anche un senso in più al dolore che ancora oggi, a distanza di quattro anni sento fortissimo.
Condivido senz’altro la proposta di a3iris di creare due categorie per l’italiano e il dialettale. A proposito di dielettale mi complimento con Marco, con Alessandro e anche con pahud che conosco bene; sono poesie fantastiche che ci riportano in un mondo ormai scomparso… ma non troppo. Beh, la poesia dialettale serve proprio a salvare quel mondo tra un sospiro di nostalgia, tanti rimpianti e qualche sana risata. Continuiamo ad esercitare questo patrimonio. E’ molto piu grande di quanto si pensi.
Lanfranco
Leggo ora “Nella notte” di Marco. Che dire? Un’altra bella pietra preziosa che entra nel forziere. Ce ne vorrà uno senza fondo per contenere tutto il patrimonio dell’animo umano. Tenercelo dentro non serve a niente e a nessuno.
Vi auguro la buonanotte.
Lanfranco
io non sono uno scrittore caro Lanfranco, il mio è solo un modo per passare tempo e farmi quattro risate con gli amici…per quanto riguarda la poesia dialettale credo che chiunque abbia un sano senso dell’ironia e dell’autoironia possa buttare giù qualche verso, cosi molto liberamente magari prendendosi in giro da solo…perche no.
un saluto Marco
Tutte le matine sun’ piazza da nave
ce sò quattro vecchie sgallinate
che tanto pe disse n’ paro de cazzate
provono a fasse brutte e cojonate
Tanto pè dinne una, l’ antro jeri ,
le disse sora Nina a commà Cice
“O Ni che dice tu marito?”
“Dice che a ottan’ anni ancò me nfrizza come nfrizza na sarciccia n’ spito
Sapessi tutte le sante sere
se nun lo famo come se arza dritto
e me dice ; pio la machina e vò a Roma ,
perchè m’ avria da levà sto diritto ?
Nun basta che quanno stò a cena
“Zitta Ci nun sapite o mio
che co tutti i novantanni ancò ce pia
come ciariggiramo no come si fossi vecchia ma come si fossi fia.
Ma tutt’e due nun se vedevono da morto
e sora Nina senza sapè de esse pur’ essa canzonata
se credeva d’ avè mannato a casa commà Cice
brutta e cojonata
è sera,
la finestra illumina il giardino,
e il gatto e la sua innamorata
passeggiano al chiarore della luna
il tempo è sereno ,
e questa illumina il cielo
e squarcia la terra con i suoi raggi
tutto è tranquillo ,la strada è vuota
ma mi sembra d’ aver sempre vicino
quella tromba dorata e gli spartiti
divisi ancora per categorie
piango lacrime amare
ripensando alla tua alta figura
che mi insegnava la musica
a parole
ricordo ancora i tuoi concerti
suonati con la febbre alta,
la malattia tremenda che ti ha colto giovane
perchè sempre i migliori se ne vanno ,
sempre coloro che con un e do acuto
sapevano cambiare il mondo
questa non è una poesia ,
è una dedica ad un mio compaesano
che ci ha lasciato
ma è ancora in vita
A Sandro Verzari
Quanno sarò solo.
Starò a sede sopra a uno scalò come i vecchi de na vorta
zitto zitto pieno de pensieri e voto de parole,
me basteranno quelle dei telegiornali che saranno mille più de oggi me basterà sentì… perche nessuno me vorrà senti.
Vicini a me artri vecchi come me, chi se tignerà i capelli pe scappa dalla paura, chi
poveraccio nun riuscirà più manco a lavasseli da solo e chi se chiuderà dentro casa
rincojonito da un branco de parenti buciardi e de nipoti stronzi che a tutto penseranno
meno che all’omo che l’ha generati tutti quanti.
Quanno resto solo io nun vojo nessuno…se devo restà solo ce vojo resta per bene
almeno me posso ricordà de tutte le cose belle che c’ho avuto e de tutte le brave persone
che ho incontrato, delle femmine che tanto m’hanno fatto appassionà der vino bono e della musica che m’ha fatto lacrimà er core..
Già quanno resterò solo….e invece mo????
soli se nasce e soli se more.
mah! io veramente non ho parole ma io non scrivo più, stannouscendo veramente e non lo dico per dire evviva l asezione di poesia, delle divertenti, spontanee poesia dialettali, ed tratti il mare calma le sue acque per gurdare sotto
più infondo non c’è rumore alcuno dove
scendono in pochi o meglio dove scendiamo tutti prima poi,
nei segreti, nelle intime cose
tra i canti delle sirene
gli incoffessati segreti di Ulisse, lì dove tra una risalta e l’altra
troviamo una piccola perla nasconda dentro una rocciosa conchiglia…
e se questo spazio a minimament econtribuito ad aprire le conchiglie,
la mia notte
no può essere che una notte serena i miei sinceri complimenti a tutti…
dimenticavo,
MAria Cangani ci ha pensato molto molto prima di me a dedicare uno spazio alla poesia a Ronciglione nel mio silenzio un applauso personale perchè vedi cosa sa fare la poesIA?
METTE LA MUSICA SU UN INSIEME DI PAROLE…
quanno saremo in compagnia bbona
Saremo in bona compagnia
quanno stò monno nnarà all’ incontrario
quanno li fattacci mettono allegria
e lò vino mette li pensieri
Saremo in compagnia bbona quanno i somari corrono e noi i guardamo
quanno o politico sarà n’ poraccio
e o poraccio le darà na mano
Saremo in compagnia bbona quanno l’ asini volaranno
l’ areoplano varrà co lli piedi
er gasse varrà a benzina
e le machine a metano
Saremo in compagnia bbona
quanno o più ffurbo sarrà cojone
o più cojone sarrà istruito
o ppiù istruito cce piarà dduè
ma che all’ incontrario sarrà o voto più arto
N’ somma nun l’ avite capito ancò quanno cce stamo ?
Ve lo dico io ,
in compagnia bbona ce stamo quanno sognamo
bella pahud!! ormai è sfida..
ti sfido su u n tema caro ai roncionesi cioè “la lotta tra Ronciò e Caprarol” che ne dici ?
pahud va a letto che domani è un giorno importante per te… e poi mica vorrete sprecà tutte le cartucce questa sera e poi mollare nei giorni a seguire…
Buona notte
che sia una buona notte
per tutti si capisce,
per chi ha avuto una buona giornata
e per chi se l’è vista brutta,
buonanotte a chi oggi ha rischiato
a chi si è scervellato
e pure a chi non ha fatto un cazzo…
l’importante è che tutti quanti questa notte
possano trovare nel più bello dei loro sogni
l’amore per vivere domani un’altro giorno….
Padre nostro della casalinga roncionese
Padre nnostro che si nni celi,bbeato esso che n’cià gnente da fa,
sia santificato il tuo nome,e de quelli che te danno retta,
venga il tuo regno , mannene tre o quattro che me jutono a far pà,
sia fatta la tua volontà , basta chedè come a mia
come in cielo e cossi in terra , fa cadè du lire da l’ apparecchio de Gatto,
dacci il nostro pane quotidiano,sinnò dda fame me magno mi fio,
rimetti a noi i nostri debbiti , soprattutto quelli coe tasse che nunne pago da du mesi
come noi li rimettiamo ai nostri debitori , si trovamo i sordi pe fallo
e nun ce indurre (aò ma che vvole dì indurre ?)in tentazzio’(basta che si sicuro de quello che dichi , nun me fà ddi sponnò che famo peccato e sò affari nostri)
ma libberace dal male (la matrega de tu madre ,bonanima,)
famen…ah, edera ammene? occe sò ppure sorda co tutto che pprego a sto modo tutti i giorni , mazzete che riconoscenza
però pahud ha raggiò… ronciò vs caprarola viè bbè.
Chiedo scusa a tutti se rubo spazio alla poesia ma credo che il tema che sto per trattare sia di particolare rilievo. Spero che la redazione lo inserisca nell’argomento che ritiene più appropriato. Io l’ho semplicemente inserito in quello più frequentato.
Il Comune sta organizzando i soggiorni termali per gli anziani ronciglionesi. Vista la pessima esperienza avuta con i soggiorni marini (prezzo pagato molto più alto rispetto a quello dei paesi vicini) credo che sia il caso di monitorare la situazione (e lo dico sopratutto ai consiglieri di opposizione) per evitare che si ripetano le stesse problematiche:
1) Per strappare un prezzo basso alle ag. viaggi sarebbe necessaria una gara di appalto o, quantomeno, la richiesta informale di diversi preventivi.
2) Non scegliere hotel dove ha l’esclusiva una sola agenzia (monopolio naturale).
3) Prendere le prenotazioni in ordine cronologico alla presentazione della domanda e non in base all’amicizia.
State attenti perché se anche questo viaggio venisse assegnato alla solita agenzia senza alcun vaglio di altri preventivi credo che sarebbe veramente il caso di prendere qualche provvedimento. Non credete?
Pausa sigaretta e rinfresco della mente…
ieri notte mi son riletto le poesie postate, alcune ironiche e divertenti altre profonde e vere.
due persone le conosco bene, una solo di vista…
a quelle che conosco bene un grazie, perchè stanno contribuendo a dar vita ad uno spazio che magari faticherà a partire ma poi credo che potrà essere un punto d’incontro per molti…
dele poesie dialettali o nel genere ho già detto mi rilassano mi fanno ridere e allo stesso tempo ricordare… ovviamente la mia attitudine è più propensa ad un altro genere, ma no per scelta seguo solo la mia intima natura… sarà che la mia facciata è un allegoria di me stesso che poi ho bisogno di esprimere il me stesso reale, ho detto che avrei postato una sola poesia al mese ma non ci sono riuscito perchè alcuni testi m ihanno toccato profondamente… e quindi devo per forza farlo qui:
L’Io e il Me stesso
(di un Me teatrale)
Saprai
riscaldare il vento
ogni volta che mi incontri
con i tagli sui piedi
con gli occhi feriti?
Saprai
inginocchiarti d’innanzi a me
incrociare il mio sguardo
sopprimere la mia libertà
se solo sapessi piangere per te?
Saprai
atteggiarti in silenzio
rivoltarmi la pelle
scrutare i miei organi
dirmi quanto ancora mi resta?
Saprai
restar zitto
quando tutti vogliono parlare
amplificare l’udito
nasconderti tra le foglie dell’incredulità?
Saprai
liberare l’airone
sentire il sale del mare
riconoscere l’umiltà del mio amore
la tenerezza dei miei desideri?
Saprai
contrastarmi nel vuoto
strapparmi le braccia
nell’intento di salvarmi
mentre il baratro si apre ai miei piedi?
Saprai
si saprai
salvarmi dall’Io
perché altro non sei
che la parte più segreta di Me!
di Alessandro Vettori
a lanfranco:
hai detto bene la poesia può rievocare i propri ricordi tramite i ricordi e le emozioni altrui…
quando avevo tredici anni morì la perrsona più importante della mia vita con i miei genitori,
mi lacerai dentro come uu foglio di carta bagnato, una ferita mai più chiusa ma trattenuta che sfogai qualche hanno dopo scrivendo una poesia la mia prima poesia che ritenevo tale, mia madre commossa volle farla incidere e metterla sulla tomba di suo fratello…
un asignora le disse che era una forma di esibizioniso… quella poesia è ancora là negli anni, a raccontarsi ogni giorno, io non son mai più andato non ne ho la forza e se ho accompagnato mia madre o passeggiato davanti ad altri loculi, ma il mio corpo da bambino è sempre la a giocare con suo zio e leggergli tutte le notti una semplice ma sincera poesia!
ecco cosa è la poesia e perchè ho chiesto a Giorgio la possibilità di questo spazio per condividere
semplicemente per condividere e per guardare attraverso gli occhi degli altri un pò iù a fondo la mia vita che non mi soddisfa mai ma quanto la amo!
Alessandro, avevo capito che la tua natura “allegorica” è in realtà un modo di prendere la vita, e lo condivido pienamente. Si percepisce bene che dietro la voglia di ridere e di vivere c’e spesso un vissuto che ci ha fatto crescere anche troppo in fretta. Non credere che anch’io non abbia un’indole allegra, nonostante il mio ultimo scritto di tutt’altra natura. Sono più che convinto che il riso e il pianto, come la gioia e la disperazione si intrecciano e insieme fanno parte di quella grande cosa che è la VITA. Prima o poi gareggerò anch’io con qualcosa in dialetto. Ce l’ho già in mente; tempo al tempo.
Un saluto a te e a tutta la Redazione.
Lanfranco
Avevo dimenticato di dire che la profondità di questa tua poesia avvalora e conferma quanto appena espresso. Ciao.
c’ era na vorta …
C’ era na vorta in un paese lontano
un piccolo castello fatato …
no, invece o castello c’ è solo che l’ anno bbandonato
C’ hanno vissuto papi e m’ peratori
ce se saranno mazzate duchesse e cortigiane
e cce sarà ppure allietato er Papa i suoi dolori
Mò è ricoperto da na strana cosa
che si edera a pallatana nn’ era gnente
piuttosto tocca di che edè
o lavoro de ggente deficente
Edè cuperto dalle m’ bracature
che servono pe regge lli alli muri
e solo mò cò che ssò pericolanti
le corrono dereto pe tappalle i buci
Pò mò l’ anno ppure vennuto
e nun appartiè ppiù a Ronciò
si nun l’ avite capito
parlo di Torriò
NB Deficente : da deficere ciò colui di scarsa qualità
[ ..la dolce illusione scompare mentre io mi rendo conto che se mi sposo non ci sarai se nasce mio figlio
non ci giocherai se mi sposo a fare lo scemo al matrimonio non ci sarai se mi sposo non ci sarai e se
arrivo primo non applaudirai se mi sposo a fare lo scherzo al prete tu non ci sarai... ]
[J Ax _-_Se mi sposo]
Avvolte il tempo ritorna in dietro e le dita iniziano a scorrere velocemente sulla tastiere che rievoca
inesorabili istanti, ricordo ancora quel giorno, gli occhi chiusi come se le palpebre fossero cucite
tra di loro, come se un sottile filo di diniego le tenesse unite per non ricordare, come fanno i bambini
che con le mani si coprono il volto quando hanno paura, quelle mani che io non riuscivo a muovere
pesanti come macigni, troppo pesanti per un bambino. In fin dei conti non ero nulla di più. Un bambino
con pochi giochi nella testa che sono rimasti li accantonati in un cantuccio della mia mente che come una
soffitta polverosa nasconde quello che fa male vedere, quello strato di diniego che tutto copre e tutto
lenisce proporio come la polvere che nasconde quei giochi oramai inutilizzati e lentamente li fa marcire
per non lasciarne traccia.
… Un abbraccio
a3ris …
….mentre
in questa dimensione
io decado
in un altra
parallela ed astratta
mi elevo
plasmandomi all’infinito……
Questo spazio dedicato alla poesia è veramente una perla preziosa che non dovrebbe terminare soltanto in un blog. Mi è venuta un’idea: perchè non chiediamo al Centro Ricerche e Studi una collaborazione? Potrebbe essere un modo per l’associazione di cui sopra per seguire da vicino una nuova “tradizione” (quella dei blog e dei ragazzi che vi scrivono) ed enche una nuova fonte di vita. Credo che il CRS potrebbero fare una sezione nuova nel premio letterario roncio d’oro dedicata ai nuovi mezzi di comunicazione usati per esprimere sentimenti antichi. Proponiamo?
Ottima idea blablabla
Sarebbe un idea da proporre al centro ricerche e studi.
Complimenti
per blablabla,
premessa : il discorso che sto per fare è riferito solo ed esclusivamente alle mie “poesie”.
penso che l’idea sia molto interessante, ma che come tutte le cose necessiti di una serie di argomenti validi per essere messa in pratica.
Io non credo che quattro righe in finta rima (vedi i miei scritti) bastino per potersi presentare ad un pubblico anche se solo a livello paesano.
Le forme d’arte meritano di essere espresse con coerenza e rispetto, e la lingua italiana che sia scritta in dialetto o no a mio avviso non è materia da avventurieri.
Per quanto riguarda me, continuerò a scrivere su questo spazio, (se mi sarà consentito) a livello
scherzoso e goliardico, cercando di esprimere qualcosa di più profondo quando ne sentirò l’esigenza.
Credo piuttosto che sia interessante iniziare un programma di istruzione e studio dove magari chi ha qualche capacita possa imparare ad esprimere correttamente le sue potenzialità con maggiore padronanza.
Cosi si potrebbe arrivare a proporre al Roncio d’oro del materiale dal tessuto culturale ammirevole.
un saluto Marco Petruccelli
per italo
ne sò qualcosa…
Penso che l’unico che potrebbe consigliarvi veramente per questa iniziativa che intendete portare avanti è Bruno Fiata una delle più belle persone che abbia mai conosciuto, che ha un UNICO interesse appunto la POESIA.
Sentitelo sono sicuro che sarà interessato!!!!
grande persona bruno ma non credo che bruno voglia insegnare qualcosa a qualcuno, credo che il piacere più grande per lui e per me personalemnte possa essere quello di condividere con chi esprime le proprie poesie come semplici forme di penseiro…questo spazio redo che proprio perchè senza confronti di bravura da in se la possinbilità di crescere anchi a chi fa della poesia il senso dell asua vita intima…
anzi appena lo incontro gli dirò proprio che è nato questo spazio e che per noi sarà un puiacere leggere anche le sue cose… ma peppino lo russo anche lo vogliamo avvisare? ecco io in questo credo, nel passaparola nell’incontro non forzato senza orari ne obblighi ne pregiudizi, tra poeti in erba, non poeti oeti magari un pò più strutturati, non si vince nulla e la crescita viene naturale perchè ogniuno di noi ha dentro di se qualcosa di bello o divertente da dire…
per il centro io personalment efarei present esolamente che esiste questo spazio… poi decideranno loro come fare ma è un pensiero personale qualsiasi evoluzione mi vedrà sempr epartecipe e felice di condividere…
una vecchia poesia che dedico ad Electone…
PASSIONARIA
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Se mi guardo le dita
sotto le unghie rosse
ho la pelle dell’arte
quella che ho graffiato
con la rabbia del tempo
per rimanere vivo
per essere Io.
Se mi guardo la bocca
tra i denti ho carne rossa
è l’arte che ogni giorno ho divorato
cane ingordo
di una vita vagabonda
per essere Io.
Non mi uccidi
non ti guardo in faccia
eccellente mio nemico
io sono violentemente mio
tu
non sei.
Come una bestia selvaggia
hai cercato di farmi profonde lacerazioni,
con quegli artigli all’arsenico
con quei denti da Fiera
non mi sconfiggi o Vita.
Quando mi guardo dentro agli occhi
vedo brillare scritte d’oro
per tutte le volte che ti ho guardata
ti ho rubata
dolce
mia
emancipata arte.
di Alessandro Vettori
su di un teschio..
semiscoperto dalla pioggia
naque un fiore
e la vita fu morte
e la morte fu vita.
paradossale ma decisamente meccanico!
1973
stertto come il collo d’imbuto, quando si giocava non a calcio ma a cow boy e indiani
quando ancora uno sguardo cupo di mio padre
poteva cambiare le sorti …non di un giorno ma di una settimana
eravamo bambini solitari e raggruppati dentro i nostri grembiuli blu
dal colletto bianco eravamo promesse luci negli occhi di chi ci amava
di chi la sera per ultimo ci baciava la fronte
lunghi inverni…anche la neve ai tempi era piu bianca, candida come le nostre anime.
adesso da uomo, da uomo, quell’uomo che non sarà mai com’è stato mio padre….
continuo veramente a meravigliarmi ogni momento che passa ma non perchè non mi aspettassi determinate capacità ma perchè la sincerità che esce nella scrittura, il profondo strato che si rompe e lascia uscire la parte più intima di noi ha la forza di commuovere e far volare…
ora volo nei sogni o tra le braccia della donna che amo o nel suo corpo, chissà comunque so che sarà un anotte piena d’amore…. buonanotte agli amici dell’anima
A volte, basta chiudere gli occhi
——————————————-
Infinite
udienze dinnanzi al mio domani
genuflesso alla mia stessa forma
alla mia stessa distanza dai sogni
si! I miei sogni.
Piccoli angoli
tracce d’arcobaleni nella notte
devi saperli prendere
è così raro il bello
e così fragile l’ispirazione!
Strati di foglie
compongono il mio corpo
bruciate dal sole in superficie
giovani e fresche attaccate al cuore
si aprono al vento!
Scopro di poter volare
basta chiudere gli occhi
non pensare di essere
ma saper divenire
astratto!
Dovunque
Si! Posso essere dovunque
basta che soffi il vento
che mi avvicini al cuore
e silenzioso, alle stelle!
Insieme
possiamo farlo insieme
senza guardare
chiudendo gli occhi
avvicinandosi al cuore!
Equidistanti
siamo chi vogliamo
noi stessi
si frantuma il ferro alle caviglie
torna a soffiare il vento!
Guardo
sullo stesso asse
infiniti occhi chiusi
infinita gente
infiniti sogni.
di Alessandro Vettori
All’amore più grande
cercherò di trasformare le mie tracce di piccolo uomo
in percorso , quando i sentieri della vita volgeranno al termine
e la strada non sarà più da seguire, ma da inventare.
proverò a sconfiggere le mie paure cosi che i vostri cuori vivranno nella pace
sentendovi parlare di voi stessi il cuore mio s’apre
vedendovi crescere nei giorni che mi vedono invecchiare.
occhi brillanti vivi e di vita accesi saranno fari per la mia miope vecchiaia
forti braccia e dolci sorrisi saranno per le vostre donne nei giorni che vi vedranno
uomini di domani..
distanti o vicini all’architettura dei miei insegnamenti che complicata ha eretto la vostra
roccaforte di valori, mai semplice da comprendere ma assolutamente immediata da intuire.
Forti ragazzi, fratelli , speranza dei miei sogni e dolcezza infinita nel mio sangue sempre piu al limone al quale mi abituo grazie e solo grazie a voi.
siete il passaporto dell’anima, la porta sul passato che tutti noi chiudiamo voi placidamente
riaprite, aiutandomi a capire a ricordare tutto quello che ho perduto ad ogni errore commesso…
e poi quando si farà dura, perchè si farà dura..lottate lottate e ancora lottate per la vostra libertà.
Siete l’unica speranza che ho per ricordarmi un giorno di aver vissuto…guidatemi fatemi crescere….
insegnatemi ad amare……davvero….. amare come voi amate.
per Andrea e Matteo
senza parole… non si commenta l’anima da parte si può solo leggere rileggere e restare in silenzio…
mi hai fatto venir voglia di ascoltare una canzone IN THE SOUND OF SILENCE quanto tempo che non la ascolto e la dedio a tutti coloro che domattina si sveglieranno e leggeranno la tua poesia…
non è una gara ma il piacere di condividere un sentimento per i nostri figli, non l’ho scritta stasera ma sperò sarà vera per tutte le notti che vivrò…
ecco cosa mi affascina della poesia i concetti ch esi trattano sono sempre gli stessi ma ogniuno ha il suo personalissimo modo di esprimerla che gran bel mezzo il pensiero…
Ad un fiore delicato
————————-
Completamente cosparso di gioia
trasandato in un corpo che non sa di me
ma d’aria
e respiri di vento.
Figlio inconscio della terra
polverosa sembianza da essere umano
assaporo
la semplicità di un momento.
Scivola dentro le vene
tocca gli organi
sa stuzzicare ogni mio senso
vorrei essere eterno!
Ho i tuoi sorrisi da imprimermi addosso
le dita delle tue piccole mani
il colore diamantato dei tuoi occhi
come ti batte forte il cuore!
Se tu fossi un fiore
Sarei la rugiada sui tuoi petali al mattino
il vento che ti fa danzare il giorno
la luna che ti narra poesie nella notte.
Sono solo un uomo
nelle mie totali insicurezze
senza nulla da poterti insegnare
ma so guardarti!
Ho parole da dirti
silenzi da farti comprendere
melodie da proporti
vorrei essere eterno!
Andare oltre il tempo reale
vedere ancora i tuoi sorrisi …domani
esserne artefice
vedere quando t’innamori.
Chi sarai, non importa
cosa farai, non importa
io, non sono mai stato migliore di te
ho solo ascoltato il tempo.
Un giro grande quanto basta
e ritrovarmi felice
semplicemente felice
solo perché
mentre dormi … sorridi.
a Ginevra
un’abbraccio, Marco.
berberi e sogni
occhi scuri pensierosi muovono rapidi segni
orecchie mai dome monitorizzano strane voci nella stalla
dal conto mio paglia asciutta in terra e acqua pulita nel beverino
mentre di brusca e di striglia sveglio i tuoi muscoli al mattino
fuori insieme nei corti giorni di febbraio tra i tuoi nodelli intirizziti e la mia schiena a pezzi
nel silenzio del sonno della gente
Di nuovo sù… redini in mano per sentirti e farmi sentire, trovo il giusto posto alle mie ginocchia, mentre il vapore del tuo respiro scioglie la nebbia di un nuovo giorno e le mie mani gelate si scaldano sul tuo collo.
Attento ad ogni piccolo sasso della strada ti metto in movimento e iniziamo a respirare…insieme.
Guardo quello che guardi vedo quello che vedi sento quello che senti mentre con un rispetto
d’altri tempi un’uomo anziano segue i nostri passi e con il cuore a tempo… segue i nostri tempi,
come se fossimo entrambi figli suoi.
Ti raccogli e sbuffi niente più sguardi intorno.. testa bassa e schiena alta mentre spingi
sull’imboccatura sempre di più fino a trovarmi , impegnarmi..
abbasso le mani raccolgo i gomiti intorno ai miei fianchi tolgo i pensieri dalla mia testa
e iniziamo a volare……tra la nebbia di un’alba di febbraio dove i sogni prendono vita e un cavallo
riesce a fermare il tempo.
dedicato a chiunque lo possa capire.
X Marco
Sei stato cosi’ semplice e descrittivo che ad un certo punto credevo di essere veramente in sella piuttosto che davanti ad un pc……grazie
X Alessandro
E’ semplicemente meravigliosa
per beppegrillog..
grazie di aver apprezzato e capito.
Grazie… grazie per tutte le emozioni che generosamente offrite. Non esagero dicendo che questo spazio è un enorme “valore aggiunto”. Ho letto bellissime cose. Se se ne accorge il “Roncio d’Oro” non so cosa può succedere. Un saluto a tutti.
IMMENSAMENTE FRAGILE
Ti guardo e dai tuoi occhi
mi accorgo di un nuovo giorno che arriva
e capisco che il passato
è nulla in confronto al futuro…
Ti guardo e mi fai impazzire
con il sguardo,
il tuo sguardo dolce e trmendo allo stesso tempo
che mi fa divertire ed irritare
Mai ho visto cosa più bella e terribile come te
e ho voglia di voltarmi,
di non guardarti più in faccia,
di mandarti a fare in culo
Ma poi ti guardo in faccia
e scopro tutti i misteri dell’ universo
e casco di nuovo
nel tuo vortice di pura follia
Chissà se mai riuscirò a farti mia,
o vita
Nel 1968 ce fù la rivoluzzione proprio in casa nostra
I rigazzi nnavono ‘ n giro gridanno forza la libberazzione
ma mò che c’è rimasto de sta rivoluzzione ?
C’ è rimasta quella de li mortacci vostra
Armeno c’ erono l’ ippi
che professavano pe la legalizzazzione
n’ velenati sò tutti finiti
e cianno fatto scoprì llo scandalo delli pesticidi
Mò de quello nun c’ è rimasto gnente
ce sò solo i sordi c’ hanno’ n culato alla pora ggente
e fregandosene de quella ggente cojonata
ce continuano a pià per culo
facennose na gran magnata
ho una piccola richiesta da fare alla redazione, sarebbe possibile raccogliere tutte le poesie insieme, cosi da non doverle cercare tra tutti i commenti? io purtroppo non ho copie in carta perche ho scritto tutto quanto dalla tastiera del p.c
Se fosse possibile ve ne sarei molto grato un saluto Marco
per alessandro, ho una cosa interessantissima da dirti, ti anticipo solo che Riccardo mi ha dato il suo ok per quanto riguarda la parte organizzativa del settore che a lui compete…..il progetto è
semplicemente GRANDIOSO e anche se tu non puoi berla merita una birra media comodamente seduti. fatti sentire presto Pedro
prestissimo ma riccardo chi il nostro amico comune! per l abirra un apiccola se proprio devo me la rifilo…
MArco ultimamente devo dire che viviamo un acerta percezione di pensieri comuni:
dopo la finale delle corse tornando a casa scrissi questa poesia…
io non sono mai andato a cavallo tranne quando ero piccolissimo grazie a mio zio NAB, però amo guardare chiudere gli occhi e guardare e le corse anche se io non sono un esperto mi fanno battere il cuore finchè non sento quel via che rallenta i battiti, eppure non mi aspetto che vinca nessuno (che c’entra il bianco verde è un colore al quale sono più legato da bambino)
però quellemozione quell’attesa e l’animale, si è quello che mi eccita, la potenza dell’animale fisica e di pensiero, la capacità di smuovere i battiti, le emozioni:
Esaltazione della Bestia trionfante
———————————————
Trattengo il fiato
l’animale
ha i muscoli contratti
tra le danze d’equilibri
quale splendida creatura.
Tra le criniere sudate
si contrappongono
forti le braccia
ma
la natura richiama.
Finalmente, libere voci
trattenute alla tensione
cavalcano l’aria
esplode il senso della forza
via, fai ciò che sai fare.
Tra le grida esagitate
con gli occhi incandescenti
non puoi astenerti al branco
capolavoro di meccaniche movenze
il sudore lucida il tuo manto .
Rumori lontani
sordi
anticipano il passaggio
solo stupore adesso
con il cuore sospeso
tra l’essere ed il poter divenire.
Migliore
puoi ancora anticipare il tempo
decantare lo spirito animale
servire agli occhi stupiti
non è solo la forza!
Qualcosa di più nobile
per saper essere
oltre la potenza
la tua stessa natura
la danza agitata del vento.
Finché
prima che le gocce di sudore
echeggino al suolo
stai diventando
il re del tuo branco!
di Alessandro Vettori
IL MIO LAGO
Ci passo davanti quasi ogni giorno,
guidando la sfrecciante auto “ingoia-asfalto”
che fagocita anche i pensieri al loro nascere.
Stavolta mi fermo;
oggi voglio godermi lo spettacolo
sino a ieri sbirciato appena dai finestrini;
rapidi e frenetici lampi
in un caotico susseguirsi di immagini
sfocate come i miei pensieri.
Spingo d’istinto sul freno e accosto.
Scendo dalla macchina, eccomi fuori.
Cammino verso la staccionata
che fronteggia la scena mozzafiato.
Sta calando la sera sulla distesa del lago.
Le sue onde lo sanno,
lentamente placano il loro moto diurno
scomparendo pian piano sotto la coltre liquida
lasciandola piatta e silenziosa.
Dal fitto canneto
uno svasso si leva in volo e si tuffa sott’acqua;
di lì a poco eccolo riapparire
sorprendentemente distante
con la sua tremolante preda stretta nel becco.
Tiro un profondo respiro
che mi riempie i polmoni e l’anima
di quell’aria pulita e fresca.
Potessi fermare questo momento!
Ma l’automobile è lì che aspetta,
scura, minacciosa, affamata di asfalto
e di pensieri.
So che tra poco dovrò tornare a nutrirla;
so che domani forse non mi fermerò.
so che tra poco lo sporco muso della macchina
inizierà a divorare la strada.
Ma non lascerò che prenda i miei pensieri.
Domani passerò ancora da qui
e mi fermerò, cascasse il mondo.
Non voglio mai più perdere
l’appuntamento con me stesso
con la mia identità offuscata
dalla nebbia della stupidità umana.
Domani tornerò lì e mi fermerò
a tirare un respiro profondo.
Da domani nutrirò anche la mia anima.
Lanfranco (2004)
Grazie Alessandro per la poesia che mi hai dedicato, ti ringrazio di cuore!
Non sò come hai fatto ma la sento molto mia!!!!!
GRAZIE!!
beh altrimenti che poeta sarei… scherzo, ti leggo
buonanotte sto al crollo fisico e sudo da morire…
per lanfranco: sicuramente tu non sai che per me il lago è una parte essenziale della mia esistenza, io sono appassionato di pesca e trascorro i miei momenti personali svegliandomi alle cinque di mattina per andare a pesca, ho letto la tua poesia e penso proprio che un giorno dovremmo andare a pesca insieme per vivere quella strepitosa magia che solo il lago all’alba può darti….solo li potremo parlare liberamente e conoscerci….davvero.
dedicata a Marco…
questo qualche hanno fa era ilmio inno di libertà… roba vecchia che magari già conoscevi ma…
Canto di un non soldato
——————————–
Madre, grazie per avermi messo al mondo!
E’ grazie a te se io ora calpesto la terra,
osservo la natura,
bevo acqua che mi raggela i denti.
Potrò viaggiare,
conoscere il mondo, la gente,
Io…farò i miei passi tra l’umanità,
lascerò le mie impronte.
Madre ora ho dieci anni ma,
da grande a vent’anni tu,
sarai orgogliosa di me;
ti comprerò un bel vestito,
ti porterò a vedere un bellissimo tramonto;
Madre grazie perché un giorno io sarò un uomo!
Madre ho vent’anni,
mi hanno chiamato per andare a fare la guerra
ma, chi la vuole, io non odio nessuno eppure,
dovrò uccidere per sopravvivere,
qualcuno ha deciso chi sono i miei nemici,
io amo il mondo, la gente, la natura.
Madre ti prego apri le cosce fammi rientrare,
io non sono un soldato,
io non voglio sparare!
Madre in questa trincea io non ci voglio stare,
perché mi hai abbandonato,
perché, perché…
No, non sparare,
siamo uomini allo stesso modo,
perché vuoi ucci-der-mi cosa ti ho
fatto?
No, io non ti sparo,
non ho ancora amato perché vuoi ammazzarmi,
Madre la mia Libertà,
Libertà, Libertààààààà
Dio!
Morte, Disperazione,
scenario di fiamme,
perché piove sangue dal cielo.
No, non sparare guarda c’è il sole!
Anima, sangue,
il mio corpo è esangue,
aria allo stomaco vorrei un bacio,
un bacio da te che mi hai ucciso!
Madre io ti detesto!
Perché mi hai promesso l’amore
ed invece son morto
in quest’orgia infernale?
No, scusami,
non è colpa tua, non potevi sapere!
Però, ora che son tornato alla terra
ti prego, diventa per me un raggio di luna,
accendi ogni mia interminabile notte.
di Alessandro Vettori
POESIA DELL’IGNORANTE…( assenza di compromessi)
appena fatti 18 anni arriva sempre il solito parente che ti dice per chi devi votare…
devo dire che la prima volta mi sono fatto fregare, se non sbaglio era sbardella
ma dopo tre mesi mi sono accorto che avevo fatto una cazzata.
poi con l’indipendenza di un ragazzo quando bene o male riuscivo a mantenermi
pensai : adesso lavoro sono grande ….quest’anno voto pè votà..senza che nessuno me rompe li cojoni.
e pure in quella situazione mi sono accorto che a me le cose non sono cambiate…
poi con una famiglia…si guarda ai riscontri finanziari , le tasse , l’ideale che forse c’era d’un tratto sparisce e si ragiona nella media , per sentito dire, si ascoltano TUTTI i telegiornali si leggono TUTTI i quotidiani in attesa di trovare una sponda dove attraccare….
e anche lì cambia il vento in casa, ma la corrente fuori resta la stessa…
allora che fare?
non schierarsi è uguale a concedersi (finisci alla maggioranza) e schierarti è solo l’illusione di essere per pochi attimi…
poi arriva il momento della confusione il caos totale….
c’è chi ti dice : c’hai la terra e devi esse fascista…
poi chi ti dice sei un’artista e devi esse comunista…
Allora che resta???
resta l’unica cosa vera che c’è sempre stata, resta l’io il rispetto di vivere noi stessi per come siamo e per quello che sentiamo….scegliere qualunque sia la scelta, anche se la scelta è non scegliere..
non sta scritto da nessuna parte che io mi debba dare per forza a qualcuno…non sta scritto da nessuna parte che io mi debba ACCONTENTARE dell’idea politica che più si AVVICINA ALLA MIA METRICA DI VITA….che si dica pure quello non è nè carne nè pesce che si dica quello che cazzo vi pare….tanto qui nessuno vi sente.
sento solo la mia voglia di libertà.
Alla mia età ci sono persone che ti dicono …:bè nella vita bisogna sempre scendere a compromessi….questo è meglio di quello , quello sta ammanicato di qua quell’altro di là…
ma non mi rompete i coglioni io stò per i fatti miei e per i fatti miei resto, ho altro da fare di molto più importante…devo sognare.
sognare per vivere e vivere per sognare….orgoglioso di essere “ignorante”.
strana notte quando la paura di morire si fa piu forte…
quando l’amore manca da spezzare il fiato e il nuovo giorno è appena iniziato..
quando le parole sentite sembrano di più di quelle che sentirai
e i sogni tornano nel cassetto…
strana notte quando tieni il tuo egoismo ben stretto
nella paura che qualcuno porti via il peggio di te.
Nella paura che qualcuno scopra il peggio di te.
Nella paura che qualcuno scappi da te.
se tutto intorno mi grida
cercherò di avere mille orecchie
se tutto intorno mi corre addosso
cercherò di avere mille occhi
se tutto intorno tace cercherò
soltanto cercherò…
oltre il mare
dove i giorni vanno a sparire
dove il sole puo riposare
dove nessuno sa arrivare.
si hai ragione alessandro stasera stò incazzato ma non con te…sai come sono a me per cambiare umore basta veramente nulla….è che la parola illusi non la digerisco proprio, e quando stò cosi il senso dell’ironia sparisce.
Non era un’attacco verso di te spero tu non mi abbia frainteso.
Reputo illusi coloro che si aggregano, che aspettano e che non pensano e non mi sento proprio in questo modo…stasera meno che mai.
a presto Marco
Antitesi di vita
——————
In bilico
la mia corda
sottile storia
nell’equilibrio
posso non conoscere il vuoto.
Non cado
ed allora non conosco
resto la, sospeso
l’eternità
una barca nella nebbia che si annoia.
Cado
mi frantumo
chi saprà ricompormi
se vorranno ricompormi
forse la mia mia vita aveva troppi pezzi.
O troppi pochi
da poter ricostruire
per un senso d’equilibrio
che non vorrei
ma voglio!
Voglio
le parole della sera
le carezze di domani
i pugni e i calci di domani
non avrebbe senso.
Sarei
un onda che non si è mai alzata
un fiume che non è mai nato
un fiore privo di ogni odore
potessi!
Se potessi
nascondere il cielo tra le mani
chiudere gli occhi
anche quando non ho sonno
imparerei!
Nelle assenze
imparerei
dai ricordi imparerei
dalle note imparerei
incosciente!
Privo di me
della mia consapevolezza
potrei riiniziare da capo
si da capo
da dove non sono mai stato.
O forse sono già
senza accorgermi
che è solo un’altra vita
una delle tante volte
che mi sono negato all’equilibrio!
di Alessandro Vettori
ma figurati se me la sono presa anzi ti ringrazio perchè grazie a te stasera sono potuto entrare nella dimensuione giusta ch in questi giorni non mi accompagnava quella dove ho l’unico modo con cui amo esprimersi realment ela Poesia…
Anch’io odio la parola illusi ma quando qualcuno mi da dell’illuso, mi viene da riderci sopra oggi piu’ che mai perchè vedo che le illusioni sono solo ilprincipio di sogni che spesso sanno divenire realtà!
bellissimi pensieri questa notte hai lasciato righe preziose per questo spazio e per chi domani leggerà…
notte!
non avevo letto l’ultima cosa che hai scritto o meglio la 72 (certe volte mi sento quasi ridicolo a parlare con i termini di un computer)
beh chiudo così questo dialogo silenzioso
… dove …nessuno … sa arrivare!
anzi un ultima cosa
se qualcuno ha modo di contattare Bruno Fiata per fargli presente questo spazio sarebbe cosa molto gradita e molto gradita la presenza di un’altra anima che vuole cantare… poi c’è un’altra persona che ci potrebbe anche “insegnare” un pò di dialetto ma quella la invuto io personalmente!
è tardissimo la febbre non cala ma almeno accanto alla mia donna stanotte farò sogni ancora più felici di quelli che lei da sola sa già regalarmi…
mettetela come vi pare…la notte su questo spazio è magica…
Paura è quella incredibile sensazione di smarrimento che riesce a farti sentire tanto vivo da voler morire, tanto presente da voler essere futuro; è un brivido, è un tuffo al cuore, è il purgatantorio delle emozioni tra l’inferno dell’estremo dolore e il paradiso dell’estremo piacere. Per sopravvivere ad essa è necessario e allo stesso tempo sufficiente pensare che è destinata a finire, come tutto del resto. Va vissuta profondamente, con la stessa forza con cui si vive una gioia; della paura bisogna esaurire la linfa per ucciderla e liberarsene. Lo so, sarà solo una battaglia vinta in una guerra lunga, ma la prossima battaglia avrà un aspetto meno minaccioso e chi la combatterà avrà la consapevolezza che il vero coraggioso è colui che ha paura e la vince.
Un pensiero per chi ha paura e per chi ha paura di avere paura.
oper chi per qualche attimo prova paura, qui non ci sono solamente persone che cercano di esprimere i propri stati d’animo con la poesia… ma attenti lettori che analizzano e reagiscono con emozioni poetiche
questo piccolo spazio mi meraviglia ogni giorno di più… o forse no… diciamo realmente come la penso…dentro ad ognuno di noi c’è un universo che se viene stimolato può sorprendere chiunque… magari non saranno delle poesie nel vero senso del termine se questo oggi ha senso… ma quante emozioni ad ogni lettura… e questa cos’è?
POESIA una poesia che non cerca premi ma poeti anzi persone che vogliono raccontare le emozioni di un momento che stato, che è, che sarà, o che non sarà mai… e allora poartatori di sogni…buon viaggio!
re 79
complimenti…..ho sempre saputo che le donne hanno una marcia in più.
Mi piace la sensibilità che usi per entrare negli argomenti … il silenzio che lasci quando serenamente ne esci…e il retrogusto delle considerazioni che stimoli.
marco vabene che a carnevale ti ha detto che va in giro nuda però… scherzi a parte ammetto e mi affianco al tuo commento questa ragazza o donna ha una bella grinta e sensibilità!
e pian piano scende la notte…
se a carnevale vedrò una nuda finalmente saprò chi è bla bla bla.
hai ragione wek piano piano scende la notte e stasera ho voglia di scrivere, tu che fai?
vorrei
vorrei riempire
righe e rihe di parole
stanotte
un uragano di sensazioni
mi ha travolto
e sta esplodendo dentro
solo la poesia
mi salva la vita
sempre e sola
sincera
pulita
un’anima candida
ma stanotte no
non ci riesco
non mi reggono le dita
lo stomaco mi si torce
non è una buona serata
e sai che c’è di bello
non c’è motivo
o non capisco quale sia
ho bisogno di riposo
assoluto riposo
quando la bestia
mi graffia la schiena
non sono ancora
così bravo a reagire
stasera neanche gli occhi di mia figlia
accendono le stelle
lei con la sua semplicità
mi da la voglia di ogni giorno
ma stasera non ce la fa nessuno
cerco solo il sonno
il silenzio della notte
per non piangere domani
è il prezzo della sensibilità
del voler sempre fare qualcosa di buono
del mettersi sempre in discussione
e domandarsi
ma avrò veramente ragione?
scusami amico mio ma già scriverti questo per me stanotte è uno sforzo immenso
quand’è così non cerco nulla, neanche lei la mia julia, perchè non esisto quando non sono
è quando sono che mi piace condividere… e a proposito del botta e risposta è lo stesso desiderio che ho avuto io di chiederti stanotte vista la serata di ieri…
purtroppo poi dentro me qualcosa si è stravolto…
ma sarà un piacere domani leggere le cose che hai scritto…
notte almeno per me purtroppo quetsa notte finisce qui.
per la notte di marco:
In re minore
—————–
Te,
testarda ed ingorda mia vita
esplosa, pervasa di blu
delle mie assenze canto
idilliaca mia sconfitta, tocco terra.
Si sta bene con la cenere in bocca
rialzarmi sarebbe un dovere
meglio la melma che mi attanaglia
meglio questo sporco odore sul viso
di te.
Pensami eroe,
credimi capace di assorbire
immaginami sempre sorridente
ma non pretendermi
non sono.
Sono l’estasi nera
l’egoista fiore, un’assenza
solo le mani, le dita
piene di liquido
che però trattengo.
Ti ricordi di me
ho vomitato sino a ieri
oggi non ho più fiato
non ho più parole da scrivere
ascolto.
Vita ti prego suonami ancora
il nostro re minore
il nostro grido di dolore
fallo per un’ultima volta
le mie orecchie piangono.
Suona ancora
rompi i vetri di questo silenzio
voglio evadere
da te,
da me.
Se non t’amassi tanto!
di Alessandro Vettori
grazie sandro, speravo di trovarti in questo spazio che tu hai creato ma che io sento anche un pò mio…avendo partecipato con interesse creativo dal primo commento e dove ho trovato quello che più amo al mondo…i sogni. Poi questo è un pò il nostro spazio, è un pò il filo conduttore che ci accomuna sia perche si vive meglio di notte e sia perche anche se è uno spazio pubblico è quello che meglio ci fà sentire l’intimità dell’amicizia.
Mi rivolgo anche a tutti gli altri …è importante che si continui a scrivere e comunicare qui nella terra di mezzo dove realtà e immaginazione ci rendono liberi.
per la notte di sandro:
Bruciare…
Sento il volere di me stesso chiamare tutte le mie forze
proprio ora che stanco e vorrei sedermi,
vorrei fissarmi inerme sul palmo delle mie mani
guardarle per scoprire in silenzio se mento..se è il mio lavoro
ad essere troppo duro o il mio cuore ad essere troppo tenero
vorrei sedermi nell’ombra da solo nascosto dagli sguardi
per cercare finalmente quel pezzo di me che anni fà ho perduto,
sò che è qui da qualche parte…sento che oggi lo posso trovare, ma ho bisogno
di pace..di tempo per soffrire per essere ancora per un’attimo l’uomo che poi non sarò piu…
Si accendono i miei pensieri d’un tratto positivi, bianchi, di luce accesi
mentre nell’eden di me stesso rinasco ancora una volta
si accendono i miei pensieri e torno a sentire , torno a sentirmi…splendido , vivo,
di luce acceso quella luce che d’amore mi fà bruciare….
per sandro …stasera stai in forma?
molto
io ho solo un prbm sto solo con ginevra in piena crisi isterica però ci sono a tratti ci sono
se più tardi ti va scriviamo una poesia a due manio chissà magari qualcun’altro si inserisce
Al mio amico professore
Mi ricordo di quella mattina
in cui ci incontrammo a S. Eusebio
e guardandomi con quell’ occhio vispo
mi dissi ” mo che voi nun t’ è bastato ?
Di quando con il grande affanno
di chi sapeva già di dover morire
mi spiegassi la chiesa ed il convento
nella Francigena,sull’ imbrunire
e alla domanda sull’ affresco che ti feci io
rispondessi “risponnete tu che nun lo so manch’ io”
e pur sapendo che tu la sapevi
dandomi la tua fiducia non sai il bene che mi feci
uomo di cultura come non ce ne son tanti
questo umile omaggio a Francesco Maria D’ Orazi
Ciclica
———
Mentre
le tue mani cercano,
raggiungermi
non è cosa da poco,
afferrami!
Mentre
i destini s’incrociano,
pian piano
i nostri colori si fondono,
disegnami!
Mentre
le anime se fossero,
riscriviamo
una pagina bianca,
conquistami!
Mentre
l’embrione è concreto,
concepiamo
una nuova vita ha voglia di noi,
rigenerami!
Adesso
siamo insieme sulla strada,
guidami
non è così tranquillo il percorso
proteggimi!
Domani
saremo cenere insieme,
abbracciami
potrebbe tutto riprendere,
dal principio,
per sempre!
di Alessandro Vettori
la notte è un attimo che respira aspettando le luci di un giorno che fa sempre troppo presto ad arrivare
buon risveglio a tutti!
marco ho riletto berberi e sogni sto andando a bassano un pò di poesia mi da l acarica…
mi ha fatto venire i brividi…
voglio dare il mio modesto contributo………….. spero che piaccia
peppino lorusso
“A PRECISSIO’ DE SANBARTOLOMEO”
“Quanno edè ‘a sera de ‘r ventiquattro agosto, veggilia de ‘a festa de Sanbartolomeo,tutti i roncionesi vanno in precissiò. Llì ccasa e matri tirono fora pe’ i fiarelli l’ abbito de a prima communiò, i patri ‘a tonica de ‘r Santissimo Sarvatore, i francescani ‘a croce ‘e legno, i terziari l’abbetino e ‘o stennardo, ‘a gente ‘a mutata bbona e ‘o Sindico a fascia.
Po’, doppo cena, tutti defori ‘a pietrella a spettà che scappa ‘o Santo.
Ppure lì edè ‘mprobrema:” Chi s’a ‘ncolla a machina che pesa morto?” Quarche anno arreto metterono Sanbartolomeo sopra un barzolo co’ du’ stanche, cossì ‘o portavono in quattro…..quarche anno, me ricordo l’hanno messo drento a ‘furgò perche nu’ s’o ‘ncollava nissuno. Mò pare che morti s’o ‘ncollono cossì ‘na vorta all’anno ‘a machina scappa da ‘r Domo…’e tarle pjono ‘n po’ d’aria e sortono fora da ‘o legno.De corpo se ‘o sparo de quarche zacanella.
Pronti…..via!!!!….. Parte ‘a precissiò!!!
‘Nnanzi a tutti c’è ‘a guardia che fa fermà ‘e machine, po’ i fiarelli co’ l’abbito daprimacommuniò, i terziari, i francescani, ‘a gente quelle che vanno all’adunanze co’ i moccoletti e po’ ‘a confraternita co’ ‘e toniche marrò.
Subbito dereto i preti, i frati, l’arciprete co’ ‘na tonica che pare ‘na piramide, i cherechini
e, ttaccati a loro, ce so’ l’autorità. Prima c’è Costanzo co’ ‘o stennardo der Commune, oSindico, ‘o Capitano di Carabbigneri, po’ tutti quelli che stanno suppe ‘o Comune mutati come paini.
Finarmente c’è ‘a machina de Sanbartolomeo e derèto tutta ‘a popolazziò.
Mmezzo a lloro c’è ‘n fiarello co’ l’artoparlante ttaccato sopra ‘na cantinella. Dall’antra parte do’ filo c’è o prete che dice l’orazziò e tutti lle vanno dereto pe’ devuzziò. Sarrà!!!
Com’edè che si piove ‘a gente che va ‘mprecissiò se conta?
Ma si lle vanno dereto nu’ penzate che ce vanno pe’ devuzziò perchè llì mmezzo se sentono certe ccotate!!! “O sai che c’ha l’amico?”…..”Dove sarrà ita a villeggià?”…..”L’è nera!”….”L’hai vista s’è fatta a tenta!”"S’è partorita’a nora?”….”Cadono ‘e nocchie?”….”Quanno te scadono i Botti?”….E cossì tra ‘n’orazziò e l’antra se rriva su ne ll’urtimo strappo: i Macelli!!!
Tutti de corza come i berzajeri!….Finarmente se spiana: ‘r Domo!!!
Pare ch’edè fenita ‘a guerra: i fiarelli co’ l’abbito bianco da communiò ch’edè diventato nero, quelli co’ i moccoletti a morti se le sò stenti e a quarcheduno lla preso foco llo bbicchierino de carta che c’hanno ‘ntorno, i preti ccallati, i commannanti ppure, ‘a gente edè stacca pe’ ‘a str ada e pe’ ccotà……
L’unico fresco edè Sanbartolomeo che s’è ppure ringalluzzito: l’hanno portato a spasso, ‘a piato ‘na bboccata d’aria e…….ha visto che c’è de novo pe’ Ronciò!!!!”
RONCIO D’ORO 1997 sezione A (opere in dialetto)
MOTIVAZIONE
” A precissiò”di Peppino Lorusso
Lo scenario è la processione di San Bartolomeo e nei quadretti che lo compongono sono con efficacia fissati sentimenti e umori che precedono anch’essi con il rito religioso. La prosa è agile, fatta di rapidi tratti, efficaci soprattutto per dar spazio a quell’ironia che è sullo sfondo di un passaggio realisticamente vissuto.
SAN LORENZO
Supina mi stendo
sul prato
fecondo,
a mirar le stelle
che piovono
sul mondo.
anzitutto è un piacere avere letto la ormai famosa poesia di peppino ch eringrazio personalment eper aver contribuito a questo spazio ch ecresce pian piao sempr edi più con prsone sempr enuove, lo so ci vuole un pò ma poi..
è quando il corpo trapela di emozioni quando tutto intorno a te si spegne che resti con gli occhi chiusi sul letto ma il tuo corpo, si agita , non vuole dormire i pensieri entrano in una fase sospesa tra te e l’infinito ed un aanima vagant ecome la mia si trova costretta a rispettare la fortuna dei richiami nascosti nell’aria, deve alzarsi immergersi davanti un atastiera. spegnere la luce ed iniziare a leggere un apoesia scritta nell’aria… provo a leggere ora mi lascio andare un attimo e poi…
Notti di poeta
——————
La mia pelle
garza bagnata
non può trattenere
l’anima che esplode
mentre l’universo
mi attende.
Flessibile,
labili carezze
sulla testa china
su una realtà sognante
tra le dita contratte
vogliono nascere parole.
La nudità
vera incomprensibile
scrittore del nulla
scribacchino del tutto
chiudendo gli occhi
espandendo il tempo.
Abbreviato
spazio tra me e l’infinito
ma sempre così distante
sempre cosi desiderato
tra i ciliegi in fiore
frantumo il mio essere umano.
Astratto!
mai soddisfatto
questo poeta iroso
questo bambino delicato
seduto su un’invisibile città
spero che il sole esista!
Che le tue mani
forti mi trattengano i piedi
anche se sto fuggendo
legami
a te per sempre
poeticamente!
Non so far altro
sognare per poi volare
immaginarmi
airone
voglio scrivere
nel vento.
Solo un attimo
per sempre!
di Alessandro Vettori
e strano come mentre scrivi tu non ti renda conto di come sia partito il tutto e di dove questa partenza ti abbia aportato, poi, a volte rileggi ed allora forse ne capisci il senso…
la poesia non ci appartiene mai è scritta, esiste già, bisogna avere la fortuna di saperla leggere in foglio già scrito che danza nel vento!
misà che ora che provo a dormire un bacio a mia figlia e alla donna che più amo nella vita sua madre.
è sempre un piacere svegliarsi la mattina e leggere queste poesie.
per generazione 1969..
stupenda.
Buonanotte alla comunity!
Solo per me
——————
Rumori tiepidi
E’ quasi silenzio
La notte
Lenta
Asfissia dei miei ultimi sogni
Accantonato
Da questo cielo
Incastonato di stelle
Grido
Tra le mani strette
Mia piccola terra
Tra le unghie piantate
Luna timida voltata di spalle
Malinconica quiete
In questa diapositiva
Manca solo la mia faccia
La distanza dai miei giorni
L’eutanasia dei mie più grandi sorrisi
Vorrei
Le lacrime di tutto il mondo in questa vasca
E purificarmi
Emanciparmi all’umiltà
Inspirare
Comprendere chi sono
Capire meglio chi non sono
Sentirmi piccolo
Granello di polvere
Di fronte all’infinito
E’ ancora notte!
di Alessandro Vettori
la notte un pò di poesia non fa mai male, è come il giorno che muor , è come il giorno che muore, gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mi astanza… a no scusate ricrdavo venditti quando sapeva scrivere canzoni, poi purtroppo si è affogato nell’altamearea…
una poesia a cui sono molto legata per questo magico spazio:
Donna al Contrabbasso
——————————–
Dolce
Esasperata nudità
Mettermi in gioco
Di fronte al tuo corpo
che mi vorrebbe somigliare
la bocca si apre
stringo forte le palpebre
le gambe si tendono
i miei piedi
sospesi ed insicuri
e poi
finalmente
ti do le mie dita
gracili linee bianche
sfiorarti
cerco la tua voce!
dimmelo ancora
dimmelo ancora
cattura il mio riflesso
liberami dal corpo
possiedimi!
e così incastonata pietra
arricchisci la mia nudità
dammi l’eterno
tra la pioggia di questi occhi e l’infinito
di questa stanza
ormai
non ha più mura
ne tempo
ne colore
ora
solo il rumore della nostra nudità
ed i miei occhi chiusi
cerco aria e poi
…musica!
di Alessandro Vettori
a questo spazio scusate ma è alla faccio adi quegli idioti ch ee non sono dei giovani che hanno strappato le mie poesie sui muri decadenti della via centrale del nostro paese… però li ringrazio altrimenti non avrei mai iniziato a scrivere in questo spazio… e che me gli attacchi e le offese non portano a fare altre offese ne a vendicarmi, portano solo a fare urlare ancora più forte l amia vogli di cultura e soprattutto di libertà intellettuale se di intelletto posso pensar edi essere dotato e con questo per questa notte è tutto…
buon risvegli o all comunity e non…
Poetica in jazz
——————
Sarò
al centro di un tempo
che insensato
sa di tutto il senso
che il non senso può dare.
Amplificato
l’ascolto tra il me e l’infinito
di un giorno
che non vuol finire
sarà l’estasi del dopo.
Ripetitivo
se voglio esserlo
basta spostare gli occhi
battere la lingua più forte
strumento, il corpo indefinito.
Invisibili
le dita amano i tormenti
mentre l’aria si tratteggia
sull’ottone dorato
macchie di saliva.
Batte
si alza e ribatte
tasti che come onde
in un moto continuo
vogliono uscire dal mare.
Dopo
non c’è dopo
solo il momento
e l’attesa del poi
un inganno da svelare.
Spengo
i sensi razionali
astrarmi al suono
frantuma la quotidianeità
il piacere di non sapere.
Canta
un rumore inarrivabile
e solo quello che accade
ciò che deve accadere
è già lì nella testa.
Sottile
il filo che porta dalle note al cuore
dal cuore al mezzo
dal mezzo
al mio corpo che può solo ascoltare.
E mi cospargo gioioso
tra i sussurri
di una notte dove tutto
scrive messaggi indefiniti
di poetica jazz!
Di Alessandro Vettori
Complimenti ancora……….volevo scrivere qualche testo delle mie canzoni….volevo sapere se magari andavo un attimino fuori tema….visto che con la poesia si cerca di proporre anche la musicalita’, mentre con i testi delle canzoni non c’e’ bisogno di ricercarla…….fatiemi sapere……anche se, poeticamente, non hanno niente a che fare con le vostre splendide poesie
per restare in tema …
PAUSA SWING
annaspo tra i miei fogli, tra matite e pennarelli colorati
mentre cerco il ghigno del mio personaggio…
ma non è lui adesso che deve uscire, c’è altro in me cerca la strada che ha bisogno di respirare.
Tamburello con le dita sul tavolo da disegno mentre in testa suona prepotente un giro in si bemolle
lo afferro e prima che sfugga nel suo progressivo e inesorabile swing inizio a percorrerlo…
entro nel 4/4 e tra le pause rifletto, invento , vivo il momento.
per poi tornare al ghigno del mio personaggio, ormai ben definito…
un ghigno in si bemolle.
per il senso della vita:
dovresti averle già postate a parer mio…
un caro saluto
marco sai cosa mi piace molto di quando ascolto le tue poesie?
l arealatà del momento, il sentire il gesto che si compie, io purtroppo sono un surrealista di natura da buon gemelli e guardo sempre con “invidia” la capacità di saper essere diretti, non mi appartiene nella scrittura, io non sono bukowskiano, ma piuttosto un magrittiano senza occhi ne colori… solo l’inchiostro, è ch bello quando c’era l’inchiostro quando la calligrafia era di per se una forma d’ate, ma da noi questa cultura da buoni occidentali si ammosciò e noi figli del consumismo siamo tutti lì a battere sui tasti come forsennati a leggere da un video ed il bello è che almeno io non potrei farne a meno… ma perchè a scuola non si fanno corsi di grafia sin dalle elementari?
va beh vi aal lavoro che la giornata è bella lunga oggi!
Sinfonia d’amore
———————-
Tra i tanti volti
sfocate esistenze
una luce rivela
la verità,
sinfoniche emozioni.
La distanza si fa breve
ci si sfiora nell’amore
tra i capelli sudati
la carne arrossata
il silenzio.
Improvvisi bagliori
spalancano il nero
immaginarie bocche
sussurranti lingue
grovigli d’amore.
Allontanarsi
un’istante che sa d’immensità
pensare che l’altra è migliore
comprendere
il piacere di un punto di partenza.
Fogli bianchi al vento
le parole che non saprò mai scrivere
l’inchiostro che lascio colare dalle dita
sotto i piedi il mare
naufraghi d’amore.
In ginocchio
di fronte a qualcosa più grande di noi
umili amanti
confusi
tra i raggi di una tiepida luna.
Come angeli
riposiamo dal volo
su questa città
che ha i colori di questo nostro
grande amore!
di Alessandro Vettori
Vi riporto l’ultima canzone che ho scritto insieme a Luigi per la nascita di mio figlio
Il Senso della Vita
Eccoti qua
era un po’ che aspettavo
tra note e poesie
quanto ho immaginato
ma viverlo poi
e’ diverso sai
qualcosa piu’ grande non c’e’
In un mondo in cui noi
soffriamo e lottiamo ogni giorno da eroi
rendi gli ostacoli semplici e dai
un senso alla vita, e’ questo che puoi
Eccoci qua
ed ora tutto e’ cambiato
e mai e poi mai
avrei immaginato
ma viverlo poi
e’ fantastico sai
qualcosa piu’ grande non c’e’
In un mondo in cui noi
soffriamo e lottiamo ogni giorno da eroi
rendi gli ostacoli semplici e dai
un senso alla vita, e’ questo che puoi
Sai cosa c’e’ insieme a te?
Ho scoperto che
non c’e’ mai un salita
per te che sei il Senso della Vita
(parlato mentre inizia a suonare una tromba)
lassu’ nel cielo
c’e’ una stella che ti protegge
e non sta solo brillando
ma se l’ascolti
sta ancora suonando
GRAZIE ZIO SANDRO
In un mondo in cui noi
soffriamo e lottiamo ogni giorno da eroi
rendi gli ostacoli semplici e dai
un senso alla vita, e’ questo che puoi
Scusate le ripetizioni ma ho riportato la stesura intera e perdonate lsnche la semplicita’ del testo
Testo e Musica Silvano Piombi e Luigi Gasparini
adesso e poi basta….
adesso e basta sono il crociato
il solitario il maledetto…
mercenario ancora per oggi
solo per ora resto in guerra,
solo per ora non torno a casa e prendo le stelle per la pelle…
solo per ora non trattengo le mie parole, neanche quelle che sanno bruciare..
domani sarò il tuo disegno di uomo
la tua sabbia calda su di un’isola spersa
mentre canti di speranza e
dalla finestra aspetti che il buono mi colga…
ma non c’è luce nei miei scuri corridoi
dove le porte vanno all’inferno e sento solo ruggire…ruggire nella mia anima sporca..
dove ho nascosto tutti gli ossi rubati
dove le bugie si ritrovano e i sogni soffocano
mentre mi accorgo che non cambierò,
mentre mi accorgo che non morirò…
mentre ti parlo e sò di mentire.
x sandro, questo qui sopra è un blues che stò arrangiando da qualche giorno, mi farebbe molto comodo (se si può fare) una traduzione in inglese per provare a suonarlo , in italiano anche se è costruito sul tempo ho problemi di metrica con le frasi e ho pensato che forse in inglese potrebbe”cadere” meglio sulle note.
Puoi farmi avere una traduzione? oppure conosci chi può farlo?
marco ho un’amica che sta traducendomi le poesie in francese per un progetto che ho per dicembre lo dfaccio tradurre a lei appena può….è molto brava
fa lingue e sino a tedesco inglese e spagnolo se lacava bene
però mi hai interrotto ti stavo scribvendoun messaggio prima che tu mi interpellassi e che cavolo
no scherzi a parte stavo scrivendo che ” non sapevo fosse un blues” questa poesia da quando svcrivo in questo spazio è stat la più bella emozione ch eho ricevuto, e non lo dico per amicizia, ha qualcosa di molto molto profondo e sincero… ora scopro ch eè un blus allora capisco tutto di più…
veramente bella marco! veramente molto bella la poesia o chiamala come vuoi più toccante e sincera che ho letto da quando vivo o non vivo in questo spazio
questo era il commento l’ho ritrovato
grazie ale….sei in rete ancora?
sono contento che ti piaccia , adesso sto a studio e provo a dargli un giro in la minore.
se vuoi scrivi ho il pc acceso.
Le pause dell’Arte
————————
Sino a ieri
si, sino a ieri, eri
ispirato
oggi, i muscoli contratti
non ci sono visioni.
Scontato
per un attimo il tutto
ha il sapore del niente
lo hanno già fatto
lo hanno già detto!
Perplesso
uno sguardo di distacco
sino alla rabbia
quello squarcio
non ha il sapore di un Fontana.
Incomprensibile
la rabbia che nasce
ti devasta l’equilibrio
è solo, questione di equilibri
sapersi reggere sul filo.
Sospesi
non sempre si riesce
a volte il vento
a volte il sangue sotto i piedi
a volte la realtà.
Ma tu
allora che fai
resti a terra o
gratti il muro
con gli artigli di un felino?
Innovativo
il non sense di un concetto
è tutto già fatto è tutto già detto
ma tu puoi
dipingere i colori del mondo.
Immortale
chi è più forte del vento
chi si trascina all’evento
chi non si oppone ai richiami
le grida dell’arte.
Allora
pittore
chiudi gli occhi
e ritorna a volare
disegnandoti il cielo.
Di Alessandro Vettori
Ronciò tra copacapana e o pallò.
ne sto paese simo tutti commanisti
ar giorno zozzi de lavoro ce ncimentamo come serpi nvelenati
ma doppo nnamo lì casa e cò nà doccia e nà sciugata ce mettimo a magnà….
è sacro o maccarò drento o piatto , ar punto che l’antranno nun me ccorsi che moriva poro nonno..
poi ce stramutamo e de corsa scennimo giu n’piazza…e li sarà a diggestio sarà l’amaro de cafò…
che de probblemi nun se parla più, se parla de sorca e de pallò….
Allora co quello che te nsurtavi ce fai a bijardino te ce fai due su tre come un regazzino..
co quello do partito te ce volevi scannà e poi ce si partito, dovè che site nnati?? a è vero site nnati a
ar papete a ballà…e canzoni de raffaella carrà.
per me che nun sò nissuno tutti sti litiganti sò come i baloci…fori sò schietti, ma drento sò vòti..
mi dispiace un pò che questo spazio dediactao alla poesia si a per così poche persone… ma anch ese fosse per uno solo credo che sia utile comunque poi il tempo pian piano…
buonanotte stasera non c’è poesia nella mia testa!
una vecchia poesia di diversi anni fa … soffro d’insonnia non ci posso far nulla anzi ho paura di dormire perchè dormendo perdo tempo, penso che potrei fare altre cose, tra due ore devo andare a deruta, poi ti vengono si gli attacchi di panico…
ma se nasci così non puoi farci nulla non ne puoi fare a meno di guardarti dentro di sognare di fare… l’animale con cui vivi è affamato sempre non si quieta mai… e poi pensi all’amore, pensi come sarà domani e domani ancora a quello che hai fatto ieri se lo hai fatto per chi lo hai fatto se sei così ti devi solo rassegnare non c’è salvezza o meglio una ce l’ho provo a raccontarla qui con questa vecchi aparte di me m ancora così attuale…
Danza di respiri
———————-
Il mio corpo
la tua pelle che mi veste
mentre gli odori danzano insieme
mentre le bocche si dissetano
e gli occhi si divorano.
Sono viaggi della mente
Sono danze di respiri
per sussurrarti miele
per rapire ogni tua essenza
ed ungermi di te
Camminare tra i deliri della mente
come un vecchio ubriaco
barcollante e visionario
evaporato alla realta’
…e ti cerco
dietro un vetro opaco
in una citta’ fumante
brucio d’ansia e tenerezza
voglio stringerti le mani
far danzare i tuoi capelli
dai un senso al mio domani
tachicardie al cuore
avvolgimi di te
nei respiri sono vivo
stammi accanto
avvolti da un velo trasparente
lo vediamo solo noi
leggero e resistente
questo amore che ci lega
stringimi
forte…forte…forte…
comprendi questa pelle
sentiti libera amandomi
le mie braccia ti avvolgono
non avere paura…non avere paura
sono qua…
dietro te…dentro te…per te
il mio sangue ha il sapore della vita
quella che mi dai
senza chiedere mai
resta qui…
cammina nei miei sogni
distenditi su queste pagine bianche
ispirami…respirami dolcemente
…perdutamente…
Di Alessandro Vettori
Ricco di niente
affamato di tutto
curo la mia anima come tu curi il tuo viso
decadente, romantica e malinconica traccia di un lontano pensiero..
dove perdersi è lecito trovarsi è fortunoso
e vivere è imperativo.
Nato come nasce un giorno mi allontano da voi tutti su di mille piume d’oro.
Per poi raggiungervi di nuovo con una nuova pelle, lucente , scaltra , ricca d’amore.
Concatenazioni
——————–
Nella notte esplodono i petali del mio cuore
ascolto i tuoi passi che risuonano sul marmo
le tue mani che mi graffiano la schiena
i tuoi denti che mi mordono le labbra.
Sono tuo così?
Non hai occhi neri per guardarmi
dimmi, piangi?
su, sorridi, sono tuo!
senti come l’aria ti attraversa
come ti si poggia sopra il mondo
non voltarti!
Io
esasperata sinfonia
madame !
Suonami come il più delicato violino
sfiorami ma fammi urlare
non continuare ad urlare facendomi sfiorire.
E’ un equilibrio che tu non hai
non sei
non vuoi…
ma
siamo!
di Alessandro Vettori
E se avessero saputo?
———————
I primi figli
le prime domande
l’ira di Caino
la morte di Abele
la morte!
Nel primo uomo
cos’è la morte?
un angolo inconscio
la chiusura degli occhi
conosci il dolore?
Il dubbio di Abele
cos’è il dolore?
il dubbio di Caino
cosa ho fatto mai?
sino alla certezza!
Nascono
pian piano
i vizi capitali
Dio ha le sole certezze
l’incomprensione di Caino!
I primi figli
i primi dolori
i primi confronti
metamorfosi,
da li sappiamo!
Cosa
cos’è la morte?
e se la rabbia
convinta
d’innocenza!
Se avesse saputo
lo avrebbe fatto?
Chissà,
Caino, Abele
la storia del mondo.
Sconosciuto
ogni evento
al cospetto di Dio
ancora oggi
l’ira di Caino, la sofferenza di Abele!
di Alessandro Vettori
vedere e non vedere…..finchè sarò di questo mondo vedrò la gente passare sotto il mio balcone,vedrò tornare i miei figli da scuola camminare a fianco di mia moglie sorridendonell’entusiasmo dei loro giorni,le notti d’estate le stelle che accendono il tuo viso , si le potrò vederepotrò vedere il brillare dei tuoi occhi solo per me quando il cuore vorrà luce…e ancora giorni su giorni estati su inverni tra le mie cose nascoste potrò vedere ..fino a quando il tempo dirà basta io potrò vedere..fino a quando dall’alto piu nessuno vedrò.fino a quando tutto quello che ho visto non lo avrò mai vistoe la luce non illuminerà l’infinito.
siamo rimasti due “poveri” poeti. penso che una di queste sere dovremmo provare a fare un dialogo poetico a due mani, complimenti Marco i tuoi sentimenti le tue speranze rispecchiano sempre le tue giornate e la tua vita….non sai quanto mi fa piacere leggere questo spazio, so che ci sei tu, io, e per un pò ho sperato che fossimo in molti ma se anche fossimo sempre solo noi, questo spazio ha senso anch efossi solo tu…è un momento intimo, non c’è nient’altro ch ele proprie sensazioni, la propria musica dell’anima e intorno soloun infiito bianco candido da… da farci quello che si vuole…qui di macchie non ne verrà mai a fare nessuno almeno spero buona serata, sono molto contento se accetterai la proposta che ti ho fatto per telefono
sai Alessandro io sono sempre la stessa persona io lotto nella vita ….ma no per fare soldi o per diventare qualcuno, io lotto per rimanere quello che sono per continuare ad essere libero e rispettare me stesso…ho deciso anni fà di non scendere a compromessi e di fare della mia vita quello che voglio, non sarò mai una puttana della società e non avrò mai un prezzo.Non mi interessa se questo mio modo di essere piace o non piace, va bene o non va bene, sò solo che a me piace e sta bene.Spero che questo spazio non finisca mi ci sono affezionato veramente e scrivere qui ha un sapore particolare….io non ho problemi a collaborare con te , i nostri interessi culturali sono sulla stessa lunghezza d’onda e se qualcuno su questo mette bocca abbinando politica e malafede pazienza, tanto ne ho gia sentite di tutti i colori….come ho già detto è questione di attitudine.
sai che mi trovi pienamente d’accordo è questione di attitudini, anch’io come ben sai sono questo non mi interessa il fine mi piace non ne so fare a meno, c’hanno provato a farmi fare l aputtana non ci sono riusciti, e sto inseguendo sempre lo stesso sogno soldi o non soldi, saremo pure egoisti per qualcuno ma meglio egoisti che falsi moralisti… come purtroppo se ne trovano tanti!
buona serata
sensazione di pace dall’oasi del tuo amore
cerco una branda tra i sogni
dove poter riposare,
nel nido dei tuoi capelli
al caldo del tuo respiro…
dove riesco a sognare
e lento…suadente…sento il cuore rallentare.
Solo deserto e vuoto si ferma il mio mondo,
fino al domani che mi vede più uomo…
quando accenderò di nuovo la macchina dei pensieri
e oggi sarà stato solo un attimo di ieri.
Fantasticherò ancora dei giorni a venire mentre al caldo del tuo respiro
adesso mi quieto.
Dialogo con la Felicità
——————————
Insolita
la mia gioia sospesa tra le onde
trema al suono del vento
respira al contatto del giorno
fiume di piccoli incanti.
Irraggiungibile
la certezza di domani
disciolto tra la folla
le mani sostengono gli occhi
la bocca fa danzare il mio cuore.
Intrepida
contro i muri di gomma
le barriere di vetro
possiamo guardarci
non sanno toccarsi le nostre mani.
Utopica
ogni giorno che guardo il sole
ogni notte che non trovo la luna
possiamo parlarci
le nostre labbra non si baceranno mai.
Incredula
Non me l’aspetto e ti sfioro
sai prendermi spesso
tra le piccole cose
la semplicità è il mio ritorno alla vita.
Evanescente
tra le scelte di essere Io
di rinunciare alla pelle
non voglio il vostro vestito
meglio i miei stracci.
Infinita
quando so spalancare gli occhi
spostare il punto di vista
essere come un diamante
se donna è la semplicità.
Eterna
quando so restare in silenzio
ascoltare il rumore del tempo
inginocchiarmi di fronte a chi
non è migliore di me.
di Alessandro Vettori
non a caso in questo dialogo la felicità rimase in silenzio!
sentieri di pensieri.
tra le voci e gli sguardi sò sentirmi solo,
tra le note del silenzio posso trovarti e averti vicino,
mentre tutto cambia in un secondo e le parole lasciano una traccia ….
e i gesti lasciano un vuoto.
So ancora chiudere gli occhi
dissetarmi di me
delle mie emozioni più interne
rovistare dentro angoli nascosti
dedicarmi all’infinito.
oltremodo irriconoscente verso un mondo di niente,
mi trastullo cincischio, fischio non temo nessuno….
fedele soltanto alla mia mente, cosparsa dagli errori del passato e inebriata dalle speranze di un
futuro.
Mi guardo dentro e scorgo il verde dei miei sogni nascere dalle ceneri della mia interminabile guerra.
Costruito e attonito spettatore di me stesso , mi dileguo in fughe da bambino accettando i
compromessi con il tempo che domani sarà tiranno….si domani è vero…ma adesso
combatto fin quando non avrò più fiato per dire mi arrendo.
E a volte
il fiato stringe il cuore
ma non sarò cadente
avrò, si avrò sempre
il desiderio di un domani.
Per me
per te
saprò descrivere un sogno
spalncare le mani
farlo volare nel cielo della libertà.
Possiamo
se vogliamo
guardare affianco alla pelle
un’altra pelle
un altro domani.
nei giorni che vedranno i deboli osare , le puttane rinascere e gli animali parlare …
solo in quei giorni sapro dirti mi arrendo.
Solo in quei giorni mi vedrai al mercato dell’anima , vendere la mia libertà per un piatto di bugie.
Mentre mi guardi e mi vedrai morire.
l’ipotetico
non trova fondamenta
una pelle puttana
sarà la mia coperta
prendine in parte.
C’è sempre posto
nella terra di mezzo
ci si fa piccoli
stretti
resta l’anima.
Restiamo noi
e la morte
un ingorda bestia
a cui negarsi
a cui dire no.
PER TE OGGI NON HO TEMPO!
buonanotte da due sognatori che guardano le stelle anche quando non ci sono
Diversità!
————-
Nei silenzi della notte
mi ritrovo
raccolgo frammenti
i miei pezzi
è bello frantumarmi!
Semplice!
Quando un corpo non si oppone
quando mani
non riesco a tappare gli occhi
é facile ferirmi!
Camminare!
Sui miei resti tumefatti
pensando
che è l’ultimo filo di voce
ma non ha silenzi l’arte!
Sarcastico!
il sorriso che vi dono
la mia apologia alle stelle
ci credo ancora
brillano davvero.
Eterno!
Il desiderio di essere
di voler divenire
un frammento d’infinito
tra le braccia della vostra nullità!
Semmai!
Nel giorno
saprò strillare
tutti i sogni
incastonati nella notte!
Bellissima!
La voce che ha il sapore del silenzio
sempre nascosta
ad un incredula
atroce falsità!
Elogiati!
Sei bello
sei grande ma non hai fatto niente
solo parole…inutili
gonfie parole!
di Alessandro Vettori
all’amico MArco che sò che capirà!
Parole di sabbia
scivolano via dai pugni stretti
lasciando l’illusione di averle vissute…..
lasciando il dolore di non essere stati….
nel rumore della sabbia che cade…
vi trovate, …narratori del nulla.
non avevo dubbi!
Pensieri Pre-potenti
Sperduto
tra le acque
con i giochi della mente
so fingere d’essere
eclatante avventura!
Teso
tra le barche alla deriva
altri come me
bussole senz’ago
l’ipocrisia di questo tempo!
Osservato
sotteso ai giudizi
è bello non sapere
ancor più bello creder d’essere
emozionante il saper divenire!
Disperso
tra i mille senza senno
tra i mille senza traccia
tra i mille che vi siete scordati
fossero vivi!
Giudicato
da piccoli uomini
resto su di un sasso
le mie lontananze
so contemplarle ancora!
Eccitato
sono andato oltre
dopo, dove nascono i ricordi
dove mi darete in pasto ai vermi
ho il sangue avvelenato!
Superbo
quando vi guardo
e non comprendo
se vi abbandoni il tempo
di un inutile sembianza.
Apparso
fuori dalle vostre pupille
sono sempre stato
tra le ombre
diavolo di luce!
E saprò starci ancora
non ve ne siete accorti
ma io oltre me stesso
ci sono saputo andare
e lì, mi fermo!
di Alessandro Vettori
Ambiguità
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Ti ho toccata
mani infantili
sentire la pelle
ascoltarne la porosità
ed in silenzio, il profumo.
Più sicuro
verso la sostanza
carnale
più deciso
verso i seni in penombra.
Il petto
i cuori si rispondono
attaccati l’un l’altro
stingo le tue mani contratte
e mi perdo.
Un pennello
sfibra il colore compatto
un gesto deciso
istintivo
siamo fusi tra i colori.
Siamo amanti
al di sopra degli eventi
esplosi di luce
mentre la città si infuoca
restano i fili del tempo.
Siamo qui
incastrati ad una tela
di un pittore
che parla di noi
di luce.
Vorrei liberarmi
questa statica funzione
non mi appartiene
ho desiderio del tuo corpo
se solo quel gesto.
Si eleva
contratto e poi
su di noi
via i volti
il colore dell’olio.
Ed ora
mentre attendo di asciugarmi
nella morbidezza
provo a tenderti una mano
ma ti ha nascosto il viso.
Respiriamo
mentre aspettiamo
le setole torneranno
dal mio bacino a te
per possederti ancora.
di Alessandro Vettori