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Laicità Roncionese sulla Repubblica.

15 Ott 2008 | Postato da italoleali | nella categoria: Le proposte della redazione

La laicità roncionese arriva sulla testata nazionale La Repubblica. Qui sotto vi postiamo l’articolo. Voi che ne pensate?

Tutte le classi a messa protesta dei genitori

ROMA - Per festeggiare l’ inizio dell’ anno scolastico, tutti gli alunni a messa. Non importa se in classe c’ è chi è esonerato dalle ore di religione, se ci sono bambini e ragazzi altre fedi e altre culture: la maggioranza ha deciso e i ragazzi dovranno seguire la funzione cattolica. Accade vicino a Roma, all’ Istituto Comprensivo Marianna Virgili di Ronciglione, scuola che comprende elementari e medie. Nonostante le proteste di un gruppetto di genitori laici, che avevano chiesto che la messa si svolgesse al di fuori dell’ orario scolastico, la preside e il collegio dei docenti hanno affermato che la richiesta di quei genitori rappresentava soltanto «un’ esigua minoranza», e pertanto non poteva essere accolta. Così Beatrice Nardi e Felice Antonelli, genitori di due ragazzi esonerati dall’ ora di religione, (e lasciati nei corridoi a giocare), dopo aver protestato (invano) per la scelta degli organi dirigenti di aprire l’ anno scolastico con una messa, hanno deciso di rendere pubblica, con una lettera, la vicenda dell’ istituto di Ronciglione. «Abbiamo chiesto solamente quello che la legge sancisce - si legge nella lettera - cioè che la messa si svolgesse al di fuori dell’ orario scolastico. Con protervia e arroganza ci è stato risposto ufficialmente che i tre organi collegiali (Preside, Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto) avevano deciso all’ unanimità la partecipazione alla Funzione e che la nostra richiesta non poteva essere accettata “in quanto rappresentativa di una esigua minoranza”». Ma non era la scuola il luogo dove tutti, anche appunto, le «esigue minoranze» dovevano trovare voce e dignità, così come dice la Costituzione? Altrove forse, ma non all’ Istituto Virgili di Ronciglione, dove si decide a maggioranza. «è questo il rispetto che una dirigenza scolastica riserva ai loro studenti? è così che i professori - si chiedono Nardi e Antonelli - difendono i ragazzi che sono stati affidati loro, approvando all’ unanimità una proposta che veda discriminati gli alunni perché figli di genitori diversi per cultura o credo religioso?».

La Repubblica
11-10-08, pagina 17 sezione CRONACA

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19 commenti
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  1. bastava avvisare i genitori un paio di giorni prima e chi nn avesse voluto no avrebbe mandato i figli a scuola in quel giorno, senza presentare la giustificazione….ci vuole molto a pensare queste cose?
    non c’è più la scuola di una volta!

  2. E secondo te, un genitore avrebbe dovuto prendersi un giorno di ferie perché il diritto di suo figlio di andare a scuola era temporaneamente bloccato da una messa? Perché non si è fatta fuori orario scolastico? Forse perché non ci sarebbe andato nessuno?
    Oltre ad essere fuori legge, questa iniziativa è stata una totale mancanza di rispetto!
    Cordialmente, Simona.

  3. hai ragine…scusa ma nn ho figli e nn ho pensato agli inconvenienti creati ai genitori….cmq queste cose come hai detto tu andrebbero fatte fuori dal’orario di scuola così non ci sono problemi per nessuno….poi se nn ci va nessuno pazienza!

  4. hai ragine…scusa ma nn ho figli e nn ho pensato agli inconvenienti creati ai genitori….cmq queste cose come hai detto tu andrebbero fatte fuori dal’orario di scuola così non ci sono problemi per nessuno…

  5. i genitori sono stati avverti prima e chi non è andato non è stato lasciato da solo.

  6. allora dove nasce il problema? se chi non voleva andare non è andato e non è stato lasciato da solo non credo che ci siano tutti questi problemi che si dicono….

  7. c’era un comunicato scritto, dove i genitori barravano la casella per la partecipazione alla messa oppure quella per l’astenzione, firmare e rimandare a scuola.

  8. ahhhhh……..come quando si va in gita.

  9. Tra le tante cose che nell’Italia di oggi ci stanno abituando a dimenticare è che l’istruzione è un diritto e un dovere per i cittadini.
    Invece la religione è solo un diritto; almeno in tutti gli Stati moderni nati sulla base dei principi Illuministi (vi ricordate? quelli che dicevano: “Non condivido le tue idee, ma sono pronto a morire affinchè tu le possa esprimere”). Se i precetti religiosi diventassero anche un dovere per i cittadini si avrebbe uno Stato di quelli che piacciono ai fondamentalisti di ogni specie (attenzione che i fondamentalisti non sono solo quelli con turbante e barba lunga, per esempio in Italia hanno giacca e cravatta)
    A volte l’obbligo non si presenta con la forza della legge, ma ha la forma di convenzione sociale o peggio di conformismo.
    Ma secondo voi un sacerdote dovrebbe essere più contento di avere la Chiesa piena di fedeli ipocriti o mezza vuota ma con tanti sinceri devoti?

    cordiali saluti

  10. Libera Chiesa in Libero Stato

    Chi vuole mandare i figli a messa sia libero, e chi li vuole lasciare a scuola sia altrettanto libero

  11. esatto Alessia, come quando si va in gita…in fondo è l’unico modo che gli insegnanti hanno per comunicare con i genitori, poi chi non vuole andare a messa non ci và…dove sta il problema?
    Mi sembra che si aspetti ogni notizia per alzare il polverone, rilassiamoci un pò …si vive meglio.

  12. per Simona, ma daiiiiiiii…….

  13. Il problema, dal punto di vista amministrativo, è che a dei bambini è stato negato il diritto di partecipare ad un processo formativo, di usufruire di quelle lezioni che la scuola gli doveva dare. Non è un polverone chiedere cha a TUTTI siano garantiti gli stessi diritti.
    La scuola ha degli obblighi anche numerici sull’offerta formativa (numero di giorni di lezione, monte-ore annuale per ciascuna disciplina…) e i genitori possono e debbono pretenderli. Tanto è vero che hanno il diritto di rinunciare all’ora di religione: e in questo caso la scuola deve garantire un’ ora di lezione alternativa (non custodia).
    Inoltre, la Messa non è come la “gita”, tanto è vero che per regolamentare i rapporti Stato-Chiesa in Italia serve un Concordato e per non partecipare ad una “gita” non servono motivazioni morali o religiose.

    Stiamo attenti, perchè il salto all’indietro lo stiamo facendo di due secoli e passa.

    cordiali saluti

  14. Concordo pienamente con le parole di Massimo Chiodi, soprattutto perché, negare anche per un solo giorno il diritto di ricevere istruzione ad un bambino, equivale a negare il nostro futuro! Mai, come in questi ultimi anni, ne abbiamo avuto tanto bisogno!
    Cordialmente, Simona.

    P.S. Ci sono stati dei bambini di religione non cattolica che si sono trovati costretti ad andare, forse l’avviso di carta non frutta più così bene!

  15. o forse chi lo riceve deve essere più attento alle comunicazioni scolastiche.
    Io credo che un pò di tolleranza e di elasticita farebbero al caso di tutti….per un bambino è più importante un sorriso di mille guerre sociali, per fortuna il nostro pezzo di mondo non è cosi mal messo da dover scendere in piazza baionetta alla mano…..un thè caldo e un pò di relax …buona giornata.

  16. marco sono daccordo con te che sono bambini e sicuramente non dipende da loro ma dai genitori ma sicuramente non puo essere messa in discussione la laicità delle stato e della scuola.
    Credo che ognuno abbia il diritto, difeso anche dalla costituzione, di educare i propri figli come meglio crede. La scuola deve garantire l’istruzione e non la religione. I genitori hanno tutti i diritti di pretenderla.

  17. comunque è un tema molto piu’ vasto,ma vi ricordo che per nome della religione sono scoppiate le peggio guerre,la chiesa predica bene e razzola male,ma perche’ non se ne stanno in vaticano e non rompono i c…….allo stato italiano?eppure in vaticano tra lussuosi alloggi e cibi di altissima qualita’,non se la passano male anzi fanno una vita da nababbi,vi voglio ricordare e fate un indagine se volete,quanti potenti cardinali porporati e altri sono morti d’ infarto negli ultimi 30 anni?stanno talmente bene che non sanno cosè lo stress della vita e voi vi preoccupate della religione cattolica?w lo stato laico w l’ italia,w ronciglione………

  18. L’articolo di Repubblica dell’11 ottobre si basa su false notizie, non so se comunicate dai signori Antonelli o se inventate dal giornale per creare una guerra santa. La realtà, dimostrabile dai documenti della scuola, è che:
    La partecipazione alla Messa è stata deliberata dagli Organi Collegiali dell’Istituto all’unanimità come qualsiasi attività extrascolastica che si effettua in orario curricolare, come le “gite”.
    La richiesta dei signori Antonelli ( unica famiglia ad avanzare richieste a titolo personale e non in rappresentanza di un gruppo di genitori laici come dichiarato da Repubblica) è stata valutata dagli Ogani Collegiali ed è stata inviata loro una educatissima e garbata risposta. (Se li conoscete chiedete di mostrarvela.)Tutti i Genitori degli alunni che hanno partecipato hanno autorizzato individualmente per scritto. I pochissimi alunni che non erano autorizzati hanno svolto regolare attività didattica nei 60 mm di assenza dei compagni. I figli dei signori Antonelli non erano a scuola quel giorno, quindi impossibile che fossero lasciati nei corridoi come dichiarato.
    Nessuna legge è stata violata e nessuno è stato discriminato. Non faccio commenti sul fatto ma una riflessione è doverosa: Le notizie di Repubblica saranno tutte costruite ad arte come questa?
    Il Dirigente Scolastico Patrizia Patrizi

  19. Il blog è chiuso i commenti non passano

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