Salone delle Scuderie
Set 12th, 2008 | Di admin | Categoria: Salone delle Corse a Vuoto, Stanze del PalazzoNon poteva di certo mancare il riferimento ad una delle manifestazioni storiche che è la“Corsa dei Barberi”, Corse dei cavalli senza fantino, esempio unico rimasto al mondo proveniente dal Carnevale Romano, che si svolgevano a Roma in Via del corso.
I Romani per divertirsi facevano correre a piedi le prostitute, gli storpi e i giudii , quest’ultimi, stanchi di essere derisi e malmenati, fecero correre i cavalli senza fantino al loro posto, dotandoli di ricchi premi.
Il VOLUMEN STATORUM di Castro e di Ronciglione del 1558, è il primo documento ufficiale in cui vengono citate questo tipo di corse.
La Corsa consiste nel lasciare liberi i cavalli senza fantino opportunamente addestrati al galoppo nella via centrale guidati unicamente dal loro istinto a superare le difficoltà del percorso.
A contendersi il Palio partecipano nove “scuderie” che portano in
in gara diciotto cavalli, due per ogni scuderia, divisi in tre batterie.
In questo salone sono rappresentati i cinque momenti salienti della competizione rivisitata in chiave settecentesca.
Le scene raffigurano:
“La Mossa” che avviene nel luogo di partenza dove i cavalli scalpitano, retti dai “ Lascini”, figure fondamentali della gara, che lasciano liberi icavalli al momento del “via” urlato dal “mossiere” che schiocca a terra la frusta. Oggi “la mossa” si svolge in maggior sicurezza, con i cavalli nei box di partenza. La Mossa è un momento magico della gara perché la folla trattiene il respiro sino al “via”, per liberare alla caduta del “canapo”, tutte le emozioni.
L’entrata all’Arco, è una delle difficoltà del percorso di gara, i cavalli attraversano quasi contemporaneamente quella che è la porta d’ingresso della città, è un momento di particolare fascino dove il rumore degli zoccoli ne annuncia l’arrivo e fa restare tutti con il fiato sospeso; in questa fase si esprimono le qualità d’accellerazione dei cavalli ed è qui che prende forma la corsa.
Il tragitto sulla via principale seleziona i più forti sino all’entrata in piazza dove si svolge la fase più delicata del palio, in quanto i cavalli che arrivano in velocità devono cambiare passo e scegliere le traiettorie migliori per affrontare la curva.
La curva detta del “Gricio”, è un’altra difficoltà del percorso che mette in evidenza il meglio delle caratteristiche del cavallo e che li mette in fila per la salita che porta al traguardo, conta qui l’astuzia, la grinta, l’ambizione di prendere la testa.
L’arrivo, posto in cima alla salita di “Montecavallo”, Corso Umberto I, dove ad aspettarli c’è una schiera di scudieri cosiddetti “chiappini” che prontamente li afferrano. Il vincitore viene portato in trionfo per il percorso e condotto al ritiro del palio.
Al centro del soffitto è riprodotto il grande stemma del Palazzo ed, a cornice, i nove scudi espressi nei colori di appartenenza delle rispettive “Scuderie”. All’interno gli scudi contengono, per metà un giglio Farnesiano e per l’altra metà lo stemma di Ronciglione.












