Città  di Ronciglione

Salone arti e mestieri

Set 12th, 2008 | Di admin | Categoria: Salone Arti e Mestieri, Stanze del Palazzo

E’ la stanza più grande, quella più rappresentativa, quella dove si è deciso di raffigurare le arti e l’artigianato di Ronciglione, con una struttura decorativa formata da un lambrì di specchiature con all’interno marmi riprodotti e un fascione decorativo intervallato da bretelle dipinte effetto stucco antico (grisaille).

E’ rappresentata la battitura del grano “in un campo dove lavoranti per difendersi dall’afa e dal calore estivo con indosso mutandoni lunghi sotto un camicione di tela bianco chiamato il “guazzarone”, tritano il grano battendolo con un arnese, il “coriato” (due bastoni snodati uniti da una cinghia di cuoio)”. Sono rappresentate le antiche ferriere dove i fabbri forgiano e riparano utensilerie con estrema maestria “usando forni, incudini e martelli, svegliandosi prima del canto del gallo sino a consumare notti insonni di duro lavoro” ( si sa di certo che le ferriere lavoravano 24 ore al giorno in due turni di lavoro); le concerie con i grandi vasconi all’aperto, “dove le pelli degli animali venivano lavorate pulite, tinte e preparate per i molti usi che gli uomini di quel tempo ne facevano”; Le cartiere dove veniva realizzata carta da scrivere, carta per pacchi e la carta paglia (impasto di acqua e paglia) che ancora oggi è utilizzata; uomini e donne che realizzano e stendono per l’asciugatura i grandi fogli bagnati di carta come panni sui fili tesi. La poligrafia con gli antichi macchinari qui rappresentati, dalla quale sono usciti tanti ed importanti volumi tra i quali degno di nota è certamente “La Secchia Rapita” del Tassoni, nonché carte da gioco di tipo Romano e carte in mazzi da 20 unità dette “Minchiate” . Il procedimento di stampa era quello xilografico (con matrici di legno). Un maestro scalpellino mentre con severità e pazienza insegna ad un giovane allievo l’antica arte della lavorazione della pietra. La bottega di un ciabattino che con il chiodo stretto tra le labbra, sistema le scarpe di una dama circondato dagli arnesi del mestiere. Barche di pescatori che all’alba lanciano le reti nel Lago di Vico. Una filanda dove giovani donne e anziane signore con maestria ed esperienza tessono splendidi e pregiati tessuti e preparano merletti. Nel soffitto sono impresse le due facce di una moneta (la Madonnina) forgiata nel 1799 dalla zecca di Ronciglione del valore di tre baiocchi,. E’ riportata da un lato l’immagine della madonna con la scritta fedeltà e religione, dall’altro l’incendio di Ronciglione ad opera dei Francesi. Sul soffitto della stanza è realizzata una struttura architettonica pittorica composta da cariatidi (figure umane che si trasformano in elementi architettonici) che racchiudono ai quattro angoli allegorie degli elementi, fuoco, aria, terra, acqua, realizzati con una tecnica dello stile pittorico “tono su tono” Tiepolesco. Il grande affresco al centro del soffitto rappresenta il giorno dal tramonto all’alba . Sul camino è rappresentato lo stemma originale di Ronciglione raffigurante i due leoni che tengono tra le zampe un roncio. Al centro della sala la figura del poeta che ha realizzato il manoscritto da cui si è preso spunto per l’intero progetto, rappresentato mentre descrive le bellezze di Ronciglione che osserva da una finestra del suo studio. In una nicchia è raffigurata la morte che scandisce il tempo e con la livella mette in pari tutte le posizioni acquisite nella vita terrena, la sua presenza è monito affinché i valori e le regole che governano i popoli, vengano ricondotti all’etica e alla consapevolezza della temporaneità.

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