Città  di Ronciglione

SABATO 26 SETTEMBRE INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE ” INFLUENZE POP E POP ASPIRINE” DI MARCO PETRUCCELLI

Set 24th, 2009 | Di admin | Categoria: News

Capelli beffardi, sguardo smaliziato, sorriso ironico. È nato nel 1973 e vive a Ronciglione – Lazio - Italia. Tra i linguaggi di riferimento il fumetto, la musica, l’arte, nello specifico il fumetto underground, la musica psichedelica, la Pop Art, il Neopop e la Street Art. Marco Petruccelli mostra subito, a chi guarda, i suoi maestri facilmente riconoscibili Andy Warhol, Lichtenstein e Basquiat. Ma le suggestioni derivate da questo universo espressivo, nelle sue opere scoprono nuove e diverse valenze. Il citazionismo e l’uso di linguaggi urbani trovano uno spazio inconsueto, si confrontano con un ambiente meno assordante rispetto a quello cittadino in cui sono nati, e ampliano il proprio potenziale comunicativo accostandosi a un codice sempre più condiviso. Lo si vede in maniera particolare nei pannelli dedicati al “settore alimentare”dove si assiste all’esaltazione di un cibo tipicamente italiano e genuino come la “fiorentina” trattato alla maniera del famoso Campbell’s Soup. Nell’opera Bellezza invece, al contrario della Marylin Warholiana, non è l’icona a prevalere, ma la citazione. Lì la dilatazione della figura mitica o la sua ripetizione sottolineano l’invadenza dell’immagine in una società fondata sulla quantità, qui la diva perde la sua unicità, è appena riconoscibile dalle labbra sensualissime, ma di lei non rimane che un contorno scarnificato. Lo sfondo non è più un colore acido e compatto, ma sono ritagli di “terze pagine” che irrompono e creano un senso, inseriscono la figura all’interno della cultura popolare italiana come segno e non come eccezione.

Sopra a tutto campeggia il gusto del divertimento, ripescando la formula spenceriana dell’arte come gioco, l’artista celebra la propria fantasia e la trovata sagace, ne è un esempio la segnalazione, accanto alla ricetta tradizionale degli spaghetti al pomodoro, delle istruzioni per la stampa in quadricromia. L’arte culinaria e l’arte della stampa si affiancano in un dialogo continuo tra elementi a prima vista disparati. L’attenzione e la ricerca sul linguaggio sono evidenti nei pannelli d’arredo in cui il lavoro si concentra sulla texture, piccole immagini che inserite ripetutamente in senso orizzontale o verticale creano uno sfondo uniforme. Tipicamente usata in ambiente grafico per coprire superfici, qui la texture si assolutizza e occupa l’intero spazio della tela abbandonando la sua funzione riempitiva e diventando soggetto. Altrove il trattamento di un singolo font opportunamente variato crea una storia.

L’infinito serbatoio di internet diventa la base di un immaginario tipicamente contemporaneo che riassemblato e rieditato ci viene restituito come oggetto.

Un melting pot che non può fare a meno del gusto bidimensionale e compositivo del fumetto, della commistione di tecniche estraniate dal proprio contesto e uniformate dalla computer grafica. Ventitré pezzi derivati da centosessanta bozze suddivise in quarantotto concept diversi, tutto in digitale, disegnato a mano con la tavoletta grafica stampato su tela e ritoccato a pennello in cui l’artista manipola i diversi materiali per poter dire che tutto ciò che riguarda l’immagine si risolve all’interno dell’immagine stessa.

Francesca Mordacchini Alfani

Cosa ci sia di colorato in un sogno lo sanno solo gli artisti. Quelli veri
abitano lunghe gallerie buie illuminate solo dai ebili bagliori delle
loro coscienze umane.
Attaccate alle pareti di questi luoghi angusti ci sono tele meravigliose
dipinte con cibo, sudore, e autonoma voglia di esistere. Qui i colori
corrono veloci come pensieri, non esistono pennelli ma solo dita e
tutto ciò che la mente pensa la mano crea. Gli anni passano e gli
inquilini cambiano. C’è una confusione disarmante. Ognuno che se
ne va lascia qualcosa. C’è odore di ocra e terra; olii e pantoni sono
accatastati ovunque nei pressi di fontane di acquerelli. Il classico si
mischia col nuovo.
E le avanguardie fanno a cazzotti con chiunque per guadagnarsi un
minuto al sole della fama. Ci si spinge lontano da queste parti perché
tutto è concesso per il ne ultimo. E’ il posto in cui si immagina di
tutto perché tutto è arte istantanea. Le idee e gli artisti si incontrano
a tavoli immensi dove tra vino e donne partoriscono il mondo nuovo.
Ad uno più piccolo stanno tre signori. Un nero molto bello, uno
strano ed attempato dai capelli oramai bianchi e un tizio italiano che
a dispetto del suo nome di pazienza sembra averne davvero poca.
Sono ubriachi e probabilmente molto altro. Bevono un vino che si
chiama Pop, Il ragazzo che li serve è amico mio. Da un po’ di tempo
oramai approtta
dei loro stravizi e gli ruba di tutto.
Che sia questo il modo per pagarsi l’atto in questa galleria ?
Luca Verduchi

LA PERSONALE RIMARRA’ ALLESTITA SINO AL GIORNO 4 OTTOBRE

orari di apertura: lunedì venerdì 17:00 - 20:00

il sabato e la domeica è aperto anche la mattina dalla 10:30 - 13:00

L’INGRESSO E’ GRATUITO

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