Città  di Ronciglione

Sala dei Nasi Rossi

Set 12th, 2008 | Di admin | Categoria: Sala dei Nasi Rossi, Stanze del Palazzo

Chi per la prima  volta si trova davanti alla maschera Ronciglionese del Naso Rosso rimane colpito dalla sua originalità. Naso Rosso incarna l’anima buontempona, satirica, godereccia che è nello spirito del ronciglionese, uno spirito indipendente, dalla battuta immediata, ironico quanto basta e, sopratutto, dissacratore.
Una maschera insolita ed enigmatica che il lunedì di ogni anno viene indossata da molti cittadini per dare vita a quel singolare rituale della “la pitalata”. E’ nata dalla fantasia contadina che per allontanare lo spettro della fame dava fondo a tutte le provviste rimaste di quelle messe da parte per l’inverno. Questo avveniva con la celebrazione del carnevale.
E allora ecco i Nasi Rossi che vestiti con un bianco camicione e cappello da notte , calano come un esercito sulla piazza, cantano un inno al vino, rincorrono gli spettatori brandendo in aria dei forchettoni, salgono con scale sui balconi, entrano nelle case per offrire sadicamente i maccheroni che tengono caldi nel vaso da notte, “il pitale”.
La maschera ha qualche parente all’estero. Un personaggio simile lo troviamo nel carnevale Parigino nella figura del “Chie-en-lit (Caca nel letto) che veste una camicia da notte imbrattata di escremento” e nel carnevale Russo nei Lubok – quadretti raffiguranti scene di vita popolare – dove il “Krasnoj nos” (letteralmente Naso Rosso) è rappresentato con un naso gibboso e le braghe imbrattate (documentazione reperita da: “ Il Paese del Carnevale” Di Mariti e Galli).
L’Associazione dei Nasi Rossi risale al 1900.
Naso Rosso oltre ad essere protagonista del carnevale è anche il protagonista di un’opera teatrale
scritta dal Prof. Luciano Mariti di Ronciglione, docente di Storia del Teatro presso l’università “La Sapienza” di Roma, opera interpretata da attori Ronciglionesi. Rappresentativa è la figura di Mario Palozzi che nelle vesti della maschera tipica ronciglionese viene operato su un tavolo da un’improbabile dottore che estrae dal suo stomaco ogni sorta di genere alimentare, nel perfetto stile e satira della commedia dell’arte, che riscuote sempre un grande successo di pubblico.
Burlone dalle guance sempre rosse è rappresentato in questa sala a prendersi gioco dello spettatore mentre, grasso e ubriaco con le sue salsicce arrotolate al collo e l’immancabile fiasco di vino, ci mostra il posteriore mentre si infila all’interno di un’apertura nella struttura architettonica, per poi sbucare dall’altra parte del soffitto con le sue goffe movenze come volesse prendersi gioco dello spettatore per rifilargli i maccheroni. Così il naso rosso viene calato nel contesto settecentesco che in realtà non gli appartiene, diventando elemento strutturale decorativo (l’uso di figure che si accavallano alla struttura architettonica era tipica dell’epoca) ma che ad ogni modo doveva essere così rappresentato come testimone del folclore popolare Ronciglionese.
In questa sala è poi descritta la parte conclusiva del carnevale, la più malinconica, dove viene rappresentato l’innalzamento di un pallone aerostatico con appeso il pupazzo di RE Carnevale, che parte e conclude le feste.
Mentre gli spettatori sperano che non si gonfi e che non parta o che il vento ne impedisca la salita perché tradizione vuole che la festa continua finché non parte Re Carnevale.
C’é un atmosfera magica in cui i volti della gente brillano illuminati dal fuoco che gonfia il pallone e dai falò accesi con le torce del gruppo della Penitenza.
Ai lati del quadro due figure in maschera dipinte a “grisaille” che raffigurano: una dama che tiene in mano delle carte da gioco con un Poker d’assi di fronte al presunto proprietario che perde il palazzo messo in posta. Nella seconda il Naso Rosso seduto su di un baule piange per la partenza di re Carnevale mentre si consola mangiando un bel piatto di maccheroni al sugo di fronte al suo compagno Naso Rosso che si chiude ubriaco in un baule nell’attesa di riaprirlo l’anno dopo.
Non poteva mancare in questa stanza la rappresentazione della Banda Cittadina a scandire le note dell’ultimo saltarello collocata nella piazza del comune ai piedi della fontana più bella del paese.
Il soffitto ha una struttura diversa dalle altre con una “volta a schifo” ( così chiamata per la somiglianza al fondo di un particolare tipo di barca) con vele laterali e parte centrale piana, realizzato con effetto a pianelle bugnate decorate a grisaille.
Inserito al centro del pavimento è posto un grande Tondo di vetro che protegge un dipinto che raffigura i Nasi Rossi del Maestro Kirkiè.
Nella parte bassa delle pareti è stato realizzato un lambrì con fregi di richiamo carnevalesco ed effetti marmorei.

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